Viva la libertà!

di Jacques Ducry

È un auspicio, non un’utopia, è un’affermazione, forte, che trae origine dall’animo di tutti, urlata da chi ne è privato senza colpe, difesa e promossa da chi ha il privilegio e il coraggio di opporla ai soprusi, ai condizionamenti, al potere fine a se stesso, al denaro, a qualsiasi rapporto di forza.

Nina Pusterla-Patocchi ci ha invitati a riflettere sul tema, nell’ottica della sinistra, assistendo martedì sera all’Iride di Lugano, alla proiezione della pellicola di R. Andò del Duemilatredici, appunto ‘Viva la libertà!’. Nulla di meglio, anche quale evento di campagna elettorale, per godere appieno dell’ironica visione che il regista ha della politica partitica. Toni Servillo nous a régalé, tramite lo sdoppiamento della sua persona(lità), nell’istigarci a riflettere come siamo o potremmo essere protagonisti più o meno piccini della vita politico-istituzionale: da un lato la versione ‘normale’, grigia, ingessata, calcolatrice, dall’altro quella libertaria, spontanea, appassionata, verace.

Magnifico l’entusiasmo della ‘piazza’ alle parole del politico, capo dell’opposizione, che, con argomenti profondi, riesce a entrare nei cuori e nelle menti, riuscendo a ridare a ognuno la dignità di cittadino, di protagonista del proprio percorso esistenziale rapportato a quello altrui, con la consapevolezza che è irto di ostacoli di varia natura ma che la giusta (insostenibile) leggerezza dell’essere gli permetterà di sorvolarli per mirare alla propria composita serenità.

Che dire del solerte funzionario di partito o del bilioso avversario interno? Figure ben note anche chez nous, ma il primo ha almeno capito e aiutato il protagonista per il bene comune, mentre il secondo è miseramente sprofondato nella melma del suo eccessivo ego.

Vogliamo finalmente spezzare, con vigore, quelle catene psicopolitiche cui sono assuefatte troppe persone per interessi propri di seggio, di potere, di servilismo, per finalmente ridare ossigeno ai nostri comuni valori, in parte pure costituzionali, quali la libertà, l’eguaglianza, la giustizia, la solidarietà, la laicità, le pari opportunità, la scuola e i servizi pubblici, l’apertura, l’autodeterminazione, l’ambiente, il lavoro, la cultura, l’alloggio, la sicurezza, la sanità, sempre e solo nell’interesse pubblico, combattendo le cause della povertà e dell’emarginazione, il tutto affinché il principio inderogabile della dignità personale non resti lettera morta ma possa avere vero contenuto. Chi pretende di rappresentare i cittadini deve porgersi con schiettezza, onestà intellettuale, con la passione delle idee, con la ragione delle soluzioni, senza condizioni elettoralistiche, i giovani devono trovare l’entusiasmo dell’idealismo per mirare a una società più giusta, con il nostro aiuto, anche nella realtà comunale, con una buona dose di sano libertarismo! Merci, Nina, vive la liberté… toujours.