Loredana, una vita spesa per gli altri

di Graziano Pestoni

Conobbi Loredana Schlegel tanti anni fa. Io ero funzionario al Dipartimento dell’ambiente (ora Territorio), lei docente alle Semine. Tutti e due già ci occupavamo di sindacato. Ci incontrammo, credo, la prima volta per la revisione della Legge sulla cassa pensioni dei dipendenti dello Stato. Fu un successo: fu introdotto il pensionamento a 60 anni di età, ma anche – e questa era una novità – il diritto alla pensione per il vedovo. Lei amava però parlare soprattutto della Sua scuola. Le Semine già allora erano abitate da tante comunità, nelle sue classi gli allievi provenivano da molti Paesi e parlavano una dozzina di lingue diverse. Loredana era fiera del suo lavoro di insegnante in una scuola così complessa. I problemi erano tanti, ma sempre trovava una soluzione. Qualche volta – mi diceva – quando voglio parlare con i genitori, chiedo ai loro figli di fare da interpreti.

Per lei fu naturale difendere la scuola pubblica, nel 2001 al momento della votazione sul finanziamento delle scuole private e, più tardi, assumere la copresidenza dell’Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni, con la quale ora stava promuovendo l’iniziativa ‘Rafforziamo la scuola media: per il futuro dei nostri giovani’ in votazione il prossimo 5 giugno. «La scuola – scriveva pochi giorni fa – deve educare alla pace, al rispetto dell’ambiente, alla convivenza, alla cittadinanza; deve pure soddisfare tutte le richieste, a volte anche poco sensate, avanzate dai politici. Ma non è possibile cercare di soddisfare le richieste della società senza dare alla scuola i mezzi». E concludeva il suo testo affermando che «il motore della nostra scuola sono gli insegnanti», e che è solo grazie al loro impegno che la scuola ticinese ottiene risultati significativi.

Loredana non difendeva solo la scuola, difendeva le pari opportunità e il servizio pubblico: si è battuta contro il salario al merito, la privatizzazione della sorveglianza delle carceri, delle aziende elettriche e di altro ancora. Come presidente dei pensionati del sindacato Vpod stava organizzando un pomeriggio per la difesa degli ospedali pubblici, in sostegno al referendum contro le privatizzazioni parziali della Carità e del Civico. Passata al beneficio della pensione non si era infatti riposata. Malgrado alcuni infortuni di salute ha continuato tutte le sue attività: consigliera comunale a Bellinzona fino al 2014, copresidente delle donne della sinistra, membro del comitato Vpod-Regione Ticino, membro della commissione donne dell’Unione sindacale svizzera (Uss) e del comitato cantonale Uss.

Loredana era sempre disponibile. Mai una volta – in tanti anni di attività nell’ambito del sindacato – la sentii rifiutare una richiesta di collaborazione. Una vita spesa per gli altri, soprattutto i più umili. Dobbiamo essere grati a Loredana per il prezioso contributo che ha voluto e saputo dare alla collettività. Ai familiari esprimiamo i sentimenti di fraterna solidarietà.