Acquarossa: di Nara e d’altro

di Piero Ferrari, candidato al Consiglio comunale di Acquarossa

Saranno i prossimi eletti a dover togliere le castagne dal fuoco dopo che gli attuali, non senza qualche ripensamento, hanno optato durante l’ultimo Cc del 21 marzo per la continuazione dell’attuale linea. Sia per il sostegno incondizionato alla stazione del Nara, sia per gli scambi di cortesie “intercomunali”, vedi lo stanziamento di un credito a fondo perso di 50’000 franchi alla Filovia di Malvaglia Sa.

Buone le intenzioni, ci mancherebbe, meno le premesse. Ed è su queste che il gruppo Sia (Sinistra e indipendenti) aveva lanciato un dibattito interno al Comune, ottenendo sparuti consensi, annullati poi al momento della decisione. Peccato. Mai come in questo momento il Comune ha bisogno di chiarezza di vedute e di una sana politica degli investimenti data la sua precarietà economica (debito pubblico oltre ogni limite, rinvii di crediti già votati e previsti). Si era fatto notare che il credito di 850’000 franchi avrebbe potuto essere inserito in un credito quadro di 2’000’000, vincolante, e calibrato sui prossimi 10 anni. Solo così il Comune avrebbe potuto riprendere in mano la situazione del Nara nel rispetto dei numerosi cittadini che pagano le imposte e che dissentono da quanto si sta facendo in questo contesto a scapito di altri. Si sarebbe quindi dovuto rimandare il Mm al Municipio e fare in modo che sullo stesso si chinassero i nuovi eletti. Con un caldo invito al Cantone e ai privati con proprietà in loco (pure beneficiari della stazione…) a mettere mano alla coscienza. La chiamata in causa degli altri Comuni della Valle per un aiuto agli investimenti, che traspare alla fine del Mm, arrischia di essere un artificio talvolta ingannevole (un dare per avere), un “escamotage” per depistare gli iniziatori sulla reale portata dell’impegno. L’incondizionato contributo di 50’000 franchi (votato con 3 sole eccezioni) a favore della Filovia di Malvaglia Sa potrebbe rientrare in queste dinamiche, ma non è un buon esempio di collaborazione fra comuni della Valle di Blenio, non essendo l’investimento vincolato alla continuità della struttura. Il valore “aggiunto” di queste realizzazioni per un contesto è quello di essere proporzionate, ben gestite, funzionali e… funzionanti. Garantire la loro apertura al pubblico, è questo l’obiettivo che l’aiuto deve perseguire. Non è nell’investimento, quindi, ma nella gestione corrente che un sostegno può giustificarsi: non illimitato, beninteso, e solo in caso di perdite reali e inevitabili.