Una donna Comune

di Sara Widmer, candidata al Consiglio comunale di Biasca

Perché mi sono candidata per il Consiglio comunale? Perché mi sono spaventata che c’erano così poche donne in lista.

Eh no, non vale solo dire che ci vogliono donne, dobbiamo anche metterci a disposizione. Certo, abbiamo tante altre cose da fare! Star in equilibrio tra famiglia, la casa, il lavoro, la vita sociale e poi non dimenticare sé stesse. E scendere in politica per litigare non è molto attrattivo. Ma sono convinta che noi donne siamo così forti e soprattutto pratiche, che un Comune non sta bene senza la nostra parola. Penso che le giovani mamme vedono dettagli che tanti non vedono. E riescono ad affrontare i temi in una maniera più globale, visto che dalla notte dei tempi ci tocca gestire l’economia famigliare, lavorare e crescere i figli.

In quest’epoca di parità non ancora raggiunte, ma la cui situazione è per noi svizzere certamente migliore di quella delle nostre nonne, e visto che a differenza di loro siamo ora eleggibili, non ho trovato abbastanza scuse per non mettermi in gioco sulla lista civica Abiasca. Una lista che non mi obbliga a entrare in un partito. Tutti i miei viaggi nel mondo mi hanno mostrato che indipendentemente da religione, nazionalità o partito, si trovano sempre persone con cui star bene. Quindi anche a Biasca non mi interessa tanto chi è di quale partito, ma di riuscire a creare qualcosa assieme. Condivido gli intenti e i modi del nuovo gruppo Abiasca, come pure la sua energia positiva e dinamica. Credo che questo nuovo movimento riesca a superare alcuni problemi tipici della politica, che possa andare oltre il parlare e litigare e potrà creare nuove sinergie tra i tanti attori della scena biaschese.

Nel paese dove sono cresciuta, in Argovia, c’è l’assemblea comunale. Sinceramente, ci sono andata solo un paio di volte assieme con gli amici, o con i genitori. Non sembrava di “fare politica”: eravamo semplicemente cittadini che decidevano assieme su alcuni temi del comune dove abitavano. A Biasca non c’è un’assemblea comunale, siamo in troppi, ma scegliamo i nostri consiglieri comunali. Ed è importante che siano persone che vivono la quotidianità del paese e ne conoscano il territorio.

Ho voglia di dare il mio contributo per una Biasca dove si vive bene. Vedo il futuro del borgo con gli occhi di una mamma con bambini piccoli che crescono a Biasca, con gli occhi di un’agronoma con un forte legame con la natura e l’agricoltura, ma anche con gli occhi di una donna di origini non biaschesi e che ha visto tanti altri bei posti.