Turismo, non solo grandi progetti

di Rosanna Camponovo-Canetti, candidata al Municipio e al Consiglio comunale di Locarno

Dal 2 novembre scorso, dopo un articolo apparso sul Blick, gli specialisti del turismo cercano di analizzare i motivi di questa «tristezza ticinese». Non esiste una ricetta magica per curare questo malessere e nemmeno servono luminari.

Per cominciare partirei dalle cose più semplici come pensare all’accoglienza di un turismo che sta prendendo sempre più piede: quello itinerante, in libertà. Lo difendo, essendo io stessa un’appassionata di questo genere. Il 12 marzo lungo via Lanca degli Stornazzi a Locarno nello spazio per il momento ancora adibito ai camper e autobus osservo con piacere i numerosi mezzi parcheggiati. Nel piazzale ancora impantanato dopo l’abbondante nevicata leggo le targhe: Liechtenstein, Italia, Zurigo, San Gallo, Zugo, Vallese, Argovia, Berna, Lucerna ed altre ancora. Una clientela nazionale ed internazionale, quindi. Sono stupita, avevo sentito dire che gli svizzero tedeschi non venivano più in Ticino. Incuriosita mi avvicino all’automatico con menzionate le tariffe: da 5 franchi per 6 ore fino ad un massimo di 20 franchi per 24 ore. Leggo: camper autorizzati. Cerco il container, vedo solo un piccolo cestino. Cerco i servizi igienici, li trovo al Parco della Pace, di fronte. Ce ne sono tre, piuttosto conci e manca quello chimico. Il «Robidog» per i cani c’è, ma senza nemmeno un sacchetto a disposizione. Il 19 marzo mi reco nuovamente sul posto: è primavera, vi lascio immaginare, il «movimento» è almeno triplicato in ogni senso. Vedo il piccolo cestino traboccante di rifiuti ed un vacanziero che cerca il WC chimico. È Pasqua. Il piazzale si sta riempiendo alla grande, una trentina i camper, una decina gli autobus stazionati. Quindi parecchie anche le persone. A questo punto mi auguro veramente che anche Locarno crei presto un’area comunale di sosta per camperisti, definitiva, attrezzata come si deve, agibile tutto l’anno. Al momento la Città si sta dimenticando di un settore turistico in crescita un po’ ovunque. Inoltre, dove sosterà tutta questa gente, vista la probabile ed imminente fine di quel piazzale? La città sta cercando soluzioni alternative, ma non sembra così semplice. Dovrà comunque trovarle. Intanto a titolo provvisorio pensa alle zone ex Macello ed ex gas. Non credo che Locarno intenda accogliere in modo differente i turisti dividendoli in serie A, B, C e/o privilegiarne poi una più di un’altra. I turisti ci sono: li fidelizzeremo accogliendoli tutti indistintamente, compresi quelli che sembrano spendere meno. Le persone possono dimenticare ciò che hai detto, ciò che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire (Maya Angelou).