Musei e giovani

di Elisabetta Farnesi Fuchs, candidata al Consiglio comunale di Locarno

A Locarno si desidera ampliare l’offerta culturale e museale, ma contrariamente ad altre città – Bellinzona con il suo Museo in erba, Lugano con lo spazio al Lac edu dedicato ai bambini – non si prospettano attività parallele dedicate all’infanzia. Eppure il successo di tali istituti e della politica culturale a loro connessa si fonda proprio sulla sensibilizzazione dei giovani alla frequentazione dei musei, progettando e realizzando spazi educativi a loro dedicati dove possono esprimersi e sentirsi coinvolti a loro volta nel processo creativo.

I nuovi orientamenti museali puntano al giovane pubblico ripensando i musei come centri di cultura ludica che forniscono l’occasione di acquisire conoscenze specifiche nell’arte attraverso il gioco, l’improvvisazione e le attività di laboratorio. Alcuni anni fa il Centro psico-educativo organizzò una mostra al palazzo della Sopracenerina intitolata “Quando il disegno parla, ovvero altri modi di comunicare”; l’obiettivo era presentare le opere di bambini che avevano svolto un percorso artistico all’interno del centro dove erano ospiti. Era emerso con forza che non esiste unicamente una comunicazione verbale: immagini, segni o semplicemente macchie di colori rappresentano stati d’animo più svariati sentimenti, gioie, paure che i bambini desiderano trasmetterci. In una riconsiderazione dell’offerta museale del Locarnese è dunque necessario pensare alla valorizzazione di ogni forma espressiva dei bambini affinché, con un atteggiamento maieutico, si possano favorire le potenzialità artistiche di ognuno. Mi auguro che nei nuovi progetti non si pensi solo all’offerta turistica e a rivalorizzare opere del passato, ma si guardi anche al domani dei nostri giovani rendendoli più consapevoli dell’importanza delle offerte culturali legate al nostro patrimonio artistico e valorizzando tutti i musei del territorio che aprono spazi didattici e che collaborano con le scuole, pensando anche a delle tematiche da svolgere insieme come proponeva il Museo delle culture di Lugano pubblicando ogni anno in collaborazione con il Municipio i libri intitolati dei bambini con la partecipazione attiva del direttore del museo e dei suoi collaboratori.