Il futuro economico di Locarno

di Damiano Selcioni, candidato al Municipio e al Consiglio comunale di Locarno

Da anni Locarno chiude i bilanci con utili. Come mai, non siamo in crisi? Probabilmente l’albero che ha dato copiosi frutti è il settore immobiliare, l’edilizia (oltre ai tagli operati nei servizi della Città).

L’albero dell’edilizia appassirà, perché lo spazio disponibile è limitato e il mercato saturo; Locarno dovrà quindi puntare su più settori, solidi e duraturi. Il futuro non deve essere affrontato piantando unicamente meli. Bisogna puntare su specie diverse, per garantire, nel caso in cui la stagione delle mele non vada bene, un abbondante raccolto di, ad esempio, fragole o pesche. Fuor di metafora, uno dei settori che si dovrà curare è il turismo. Dobbiamo trasformare la decrescita in una crescita. In primis puntando sull’abbattimento della stagionalità; essa indebolisce le aziende turistiche che hanno scarse risorse da investire nel rinnovamento, nel marketing e nella formazione. Il turismo estivo è soddisfacente, ora concentriamoci sulle stagioni intermedie e sull’inverno: sono da pensare e implementare infrastrutture e attività non «meteodipendenti», sfruttando le possibili sinergie tra il pubblico e il privato. Puntiamo forte sulla formazione: il polo formativo del Cantone va concentrato nel Locarnese, poiché è in questa regione in cui si convoglia la maggiore attività turistica del cantone. Il 17% degli impieghi nel Locarnese è nel turismo. Il crollo di questo settore segnerebbe una crisi assai grave, con un notevole aumento della disoccupazione. Il Locarnese ha vissuto, negli anni Settanta e Ottanta, una fiorente stagione nel settore dell’alta tecnologia. Sono nate e cresciute aziende di livello internazionale. Occorre riprendere questo abbrivio, incentivando l’insediamento di aziende ad alto valore aggiunto. Ne abbiamo le potenzialità; creiamo condizioni favorevoli e attiviamoci per farci conoscere. L’economia di una regione è legata all’accessibilità. Un altro aspetto su cui puntare è il collegamento con l’A2, che ci permetterà di essere di nuovo competitivi con le regioni concorrenti. Locarno non dispone di risorse sufficienti per piantare molti alberi, da sola può fare ben poco. Perciò è indispensabile l’aggregazione, per liberare le risorse necessarie per realizzare progetti importanti e per evitare sprechi. È vitale tenersi a pari passo con gli altri poli ticinesi. Se continuiamo a vivere in uno stato endemico di carestia, tutti ne subiranno le conseguenze.