Solidarietà sta con futuro

di Giorgio Comi, candidato uscente al Municipio di Mendrisio

Da alcuni decenni la qualità della vita è migliorata in quasi ogni angolo del pianeta, la speranza di vita aumenta dappertutto e la mortalità infantile diminuisce. Tutto bene dunque. No, penso sia utile fare un passo indietro ed evitare facili entusiasmi. Anche perché la distanza tra la qualità della vita svizzera e quella della maggior parte degli altri Paesi della Terra è ancora grande. E così, complice l’informazione globale e, soprattutto, le devastazioni sociali, militari e ambientali le migrazioni aumentano ogni giorno. Impossibile pensare di fermare la marcia verso il benessere, qualcuno direbbe, verso il paradiso, cioè verso le nostre terre. Occorre ragionare sulla tematica globale, evitando le assurde soluzioni immaginate da chi non vede al di là della frontiera, da chiudere e difendere a tutti i costi. E non è che chi scrive abbia soluzioni in tasca, pronte da applicare.

Di certo servono molte più risorse per studiare il complesso problema della qualità, del benessere, dell’equità, del diritto per tutti e non solo per pochi. Così se facilmente ci troviamo d’accordo nell’affermare che tutti abbiamo diritto a una vita dignitosa, i metri per definirla questa dignità e le risorse per assicurarla a tutti non ci trovano sempre d’accordo. Sappiamo che il benessere non è solo economico, certo, ma ce lo diciamo con la pancia piena! Sappiamo che la Terra dev’essere maggiormente curata e protetta da tutti, certo, ma ce lo diciamo ora, dopo averla sfruttata a nostro vantaggio per decenni. Sappiamo che la libertà di muoverci come desideriamo fa parte della nostra percezione di benessere, ma questa possibilità ce la teniamo stretta e non vogliamo che tutti ne approfittino.

Occorre dunque assumere maggiori responsabilità sociali, nei confronti di tutti affinché la società civile possa continuare a chiamarsi così, partecipativa e responsabile, pronta a dare una mano, ad ascoltare e a sostenere. Imparare dagli altri è una grande possibilità che abbiamo, insieme a quella di insegnare. Non dimentichiamolo e trasformiamoci in promotori di benessere, qui e nel mondo.

Le associazioni terzomondiste, i centri di accoglienza, le imprese sociali che nascono nel nostro Paese, anche nel Mendrisiotto, sono i segnali forti di una nuova società. Occorrono altre risorse e scelte chiare, da parte della comunità, per continuare a star bene, insieme.