Intervista a Beatrice Reimann

Intervista pubblicata il 1. aprile 2016 sul “Corriere del Ticino” a Beatrice Reimann, candidata al Municipio di Lugano

Lugano ha cancellato gran parte della sua storia architettonica e con essa i suoi risvolti sociali: è giusto provare a recuperarla? Se sì, in che modo?

Non si può dire che Lugano abbia cancellato grande parte della sua storia architettonica. I responsabili, soprattutto degli anni 60 e 70, hanno deciso di togliere una bella parte, ma vecchia, della città e di investire in una architettura che sembrava essere più idonea ai bisogni della popolazione di questi tempi (più spazio, più luce, bagni negli appartamenti, ecc). Si può adesso non trovarsi d’accordo sulla bellezza, ma non è qui, adesso, il punto. Ma non avrebbe per niente senso recuperare edifici già spariti. Sarebbe troppo costoso e un atto artificiale. Importante è proseguire nella strategia già cominciata: mantenere gli edifici che testimoniano la storia di Lugano e utilizzarli secondo i bisogni dei nostri tempi. Un esempio fra tutti: l’ex macello.

Il partenariato pubblico-privato per finanziare i futuri grandi progetti (vedi polo sportivo e polo turistico-congressuale) è una formula che presenta anche dei rischi?

È indispensabile trovarsi, pubblico e privati, prima del «colpo di vanga», per determinare insieme da un lato gli impegni e dall’altro i profitti, che devono essere presentati alla popolazione, che partecipa con le sue tasse ai grandi progetti. Solo così si eviterà sia che un privato tragga benefici eccessivi, sia una discussione incresciosa. Importante è anche che il partner pubblico non si impegni solo nella fase della pianificazione e costruzione per poi privatizzare alla prima occasione.

Progetto del tram-treno: quale asse è prioritario realizzare nella regione?

Naturalmente mi piacerebbe avere il tram completo con tutti i suoi quattro assi previsti nel Luganese. Difatti il tram è il mezzo pubblico più efficiente per quanto riguarda la quantità del trasporto, il consumo d’energia, il rumore e l’efficienza nel traffico, a condizione che possa sempre muoversi sulle sue rotaie, altrimenti resterà bloccato nel traffico, come i bus oggi. Bisognerà cominciare con l’asse più frequentato nel prossimo futuro: quello da Cornaredo al Pian Scairolo.