Lo politica deve essere al servizio di tutti e non di pochi

di Carlo Zoppi, candidato al Municipio e al Consiglio comunale Lugano

Lo politica deve tenere unite le persone non dividerle. La politica deve essere al servizio di tutti e non di pochi. Il nostro Paese ha sempre superato ogni difficoltà che ha dovuto affrontare quando si è dimostrato unito e solidale, senza distinzioni di sesso, lingua, stato sociale, o tra patrizi e naturalizzati. Non ci può essere politica senza l’ascolto, partendo sempre dai bisogni della gente comune.

Molti luganesi non riescono più a trovare un appartamento a un prezzo accettabile nella loro città. È una situazione insostenibile. Grazie all’iniziativa per gli alloggi a pigione moderata il Municipio e il Consiglio comunale hanno preso le prime misure per lottare contro il costante aumento degli affitti. Nel corso della prossima legislatura sarà importante vigilare sulla sua effettiva applicazione.

Un altro punto dolente per i cittadini è rappresentato dalla sempre maggiore necessità di asili nido: affidare i propri figli a queste strutture è ormai diventata una scelta obbligata per tutte le famiglie nelle quali entrambi i genitori devono proseguire la propria attività lavorativa per vivere. Iscrivere i propri figli agli asili nido è tuttavia una scelta troppo dispendiosa, con un costo medio mensile di 1’000.- per bambino. Ricordiamoci che le mense scolastiche, i doposcuola e gli asili nido sono strumenti indispensabili nella società moderna e non possiamo più aspettare. Scuola, cultura e socialità sono sevizi pubblici di base e strumenti importanti per favorire l’integrazione e prevenire le situazioni di disagio.

Non possiamo dimenticare il nostro territorio: con le sue bellezze, le sue tradizioni e i suoi prodotti tipici, è una risorsa che deve essere protetta e valorizzata partendo dai quartieri e dalle loro particolarità.

Il futuro si affronta con le proposte e costruendo ponti, non con la paura e i muri. Dobbiamo costruire prospettive, lavorando insieme con il dialogo e non con le divisioni. Quanto ancora vogliamo ascoltare chi manca di visioni e difende gli orticelli? Quanto ancora tollereremo chi abusa dei ruoli offertegli dalle nostre istituzioni democratiche per i propri fini?