La mia Chiasso

di Davide Dosi, candidato al Municipio di Chiasso

Una cittadina più attenta ai bisogni delle persone, in grado di integrare meglio coloro che vengono dall’esterno (non mi riferisco unicamente ai richiedenti l’asilo, ma a tutti i nuovi residenti) e coloro che si sentono emarginati. Questa è la Chiasso dei miei sogni.

Tutti dicono e scrivono che Chiasso offre molto in termini di servizi, eventi, possibilità: tutto vero, verissimo. Basta però frequentare un po’ gli eventi per rendersi conto che la fetta di popolazione coinvolta è minima e che i frequentatori sono sempre gli stessi. Come coinvolgere gli altri? Una domanda cui è difficile dare una risposta: la mobilità, il pendolarismo, i numerosi impegni, la routine sono elementi che rendono più debole il senso di appartenenza a una comunità. A Chiasso sono presenti una sessantina di nazionalità ed è difficile immaginare di poter coinvolgere tutti. Ci sono però eventi come Festate che fanno uscire dal loro guscio anche le persone e le comunità più chiuse.
Se vogliamo raggiungere un livello di integrazione maggiore, dobbiamo assolutamente sforzarci di coinvolgere anche quella parte di popolazione più recalcitrante, passando quasi casa per casa. In questo contesto credo che i bambini abbiano un compito fondamentale, perché sono spesso loro ad aiutare i genitori in queste situazioni, obbligandoli a interagire con la nuova realtà. Attraverso le strutture del comune (centro giovani, teatro, biblioteca, scuola) dobbiamo fare di tutto per raggiungere ad esempio gli stranieri (con corsi di lingua di base, letture, racconti di fiabe), ma anche i bisognosi o le persone meno fortunate (corsi per scrivere curriculum vitae, lettere di candidatura). Non possiamo restare a guardare passivamente l’evoluzione della società: dobbiamo ritornare ad occupare gli spazi pubblici, e per fare questo dobbiamo anche prendercene cura e crearne di nuovi.