Città bene comune

di Françoise Gehring, candidata al Municipio di Mendrisio

La città, come luogo fisico, come sistema di relazioni, come rete di connessioni e patrimonio ambientale, è il primo bene comune di cui imparare a prendersi cura. Noi di Insieme a Sinistra ne siamo convinti e il nostro slogan ‘un bene chiamato comune’ guida la nostra azione politica. Disegnare le politiche pubbliche con la città come bene comune è, nel nostro sistema di valori, prioritario. Se partiamo dall’assunto che la città è un bene e non una merce, la risposta politica deve essere conseguente e coerente. Come dice l’architetto e urbanista Edoardo Salzano, “un bene è qualcosa che ha valore di per sé, per l’uso che ne fanno, o ne possono fare, le persone che lo utilizzano. Un bene è qualcosa che mi aiuta a soddisfare i bisogni elementari (nutrirmi, dissetarmi, coprirmi, curarmi), quelli della conoscenza (apprendere, informare, comunicare, vivere la cultura), quelli dell’affetto e del piacere (l’amicizia, la solidarietà, l’amore, il godimento estetico). Un bene è qualcosa che io adopero senza cancellarlo né alienarlo, senza logorarlo né distruggerlo”.

Parole che condividiamo, parole che sono un invito esplicito alla tutela del territorio, purtroppo ampiamente compromesso ed estremamente fragile di fronte agli appetiti di un’economia disinvolta.

La città, dicevo, è un bene comune. E comune significa che appartiene a più persone unite da vincoli volontari d’identità e solidarietà. Vuol dire, sempre citando Salzano, che tiene conto di un bisogno che i singoli non possono soddisfare senza unirsi agli altri e senza condividere un progetto e una gestione del bene comune.

Ora il piano degli indirizzi Mendrisio 2030 ci sembra un catalogo di desideri, di belle intenzioni a tratti persino sorprendenti tanto da suscitare interrogativi sull’effettiva capacità realizzativa. È vero: un comune deve avere delle visioni.

Mancano tuttavia strategie concrete e precise. E non si capisce proprio come si voglia concretizzare il principio dello sviluppo sostenibile che, purtroppo, ci pare un guscio tuttora vuoto.

Mendrisio vive tuttavia una netta contraddizione tra quanto si propone ed effettivamente fa/ha fatto per la mobilità sostenibile e le scelte urbanistiche adottate. La coerenza vuole che ci si avvii verso una chiara discontinuità rispetto al passato.

Valera, in questo senso, è un esempio di grande forza. E su Valera misureremo davvero le parole del Municipio per quanto riguarda la salvaguardia del paesaggio.

I primi segnali non ci fanno stare per nulla tranquilli.