Turismo, la Città sta perdendo tempo

di Pier Mellini, candidato al Municipio e al Consiglio comunale di Locarno

I dati sono impietosi, le statistiche sono lì da vedere: il turismo ticinese è entrato in un trend negativo dal quale farà fatica a uscire. La conferma ci viene dai primi dati del 2016: in gennaio il calo dei visitatori si è attestato a un meno 6%, con una riduzione massicia delle presenze germaniche e italiane. Molte le cause che determinano questo dissanguamento che non possono comunque essere ricondotte unicamente al tasso di cambio voluto dalla banca nazionale tra franco ed euro. Sarebbe veramente troppo semplicistico.

A un cantone a vocazione turistica e a una città, come Locarno , che rappresenta, o dovrebbe rappresentare, il polo turistico cantonale, certi atteggiamenti di chiusura non fanno bene. Iniziative contro gli stranieri accolte a furor di popolo nel nostro cantone non contribuiscono a migliorare la nostra immagine all’estero e checché se ne dica questo conta eccome, perché si ricollega all’aspetto dell’accoglienza, al fatto di mettere a suo agio il turista, già confrontato con prezzi più alti rispetto ad altre nazioni.

Anche la nostra città non sfugge a questa situazione per cui è necessaria un’analisi seria per progettare il futuro: investire nelle infrastrutture alberghiere è un aspetto importante, come importante è investire nel turismo congressuale e culturale:

In questo senso è assolutamente necessario che la città si attivi realizzando quei progetti in grado di ridare slancio all’economia legata a questo settore, adeguando l’offerta ai mercati, perché è l’unico che possa portare nuova linfa dopo il parziale fallimento di insediamenti sull’area industriale del Piano di Magadino.

Ecco perché appare del tutto incomprensibile e ingiustificabile l’immobilismo del Municipio che non ha ancora pubblicato il concorso di architettura per la ristrutturazione del FEVI, che è parte integrante del credito di quasi 4 milioni votato dal Consiglio comunale il 9 febbraio 2015.

Il fatto di procedere velocemente in questo ambito darebbe a Locarno il suo piccolo «LAC» e andrebbe a colmare una lacuna che impedisce di fatto uno sviluppo turistico congressuale e culturale, così come, per esempio, ha fatto il futuristico Centro d’arte e congressi (KKL), che è diventato per Lucerna un vero simbolo e non a caso questa città e la regione sul lago dei quattro Cantoni ha registrato un aumento del 4%.

Purtroppo anche in questo settore Locarno paga la miopia di troppi amministratori che dimostrano scarsa progettualità, una visione ristretta nel tempo e troppo legata al puro calcolo finanziario solo per farsi dire «come siete bravi».