Gordola, i cattivi odori e gli abbagli elettorali

di Edgardo Cattaneo, candidato al Consiglio comunale di Gordola

Sul tema delle puzze di Gordola è apparso su questo giornale un articolo a firma di Lorenzo Manfredi, municipale PLR di Gordola, che merita alcune precisazioni e qualche considerazione.

Responsabile principale della presenza del centro di compostaggio emanatore delle famose puzze è la città di Locarno: primo perché l’impianto sorge sul suo territorio non rispettando le norme edilizie e pianificatorie; secondo, perché nel 2014 non approvò la variante di Piano Regolatore che avrebbe permesso la realizzazione in zona Pizzante di un impianto di compostaggio finalmente in regola. Perciò quando l’autore dell’articolo accusa il Dipartimento del territorio di inadempienza sbaglia il bersaglio. Responsabili della legge edilizia e del suo rispetto (polizia edilizia) sono i Comuni, non il Cantone. Di conseguenza risulta del tutto gratuita la ritorsione messa in atto dal Municipio nei confronti del Dipartimento del territorio, citata nell’articolo, e consistente nel non dar seguito alla sua direttiva di mettere in regola i numerosi posteggi del nostro comune che ancora non lo sono. Rifiutandosi di applicare norme edilizie e pianificatorie vigenti senza motivazione alcuna è il Municipio ad assumere paradossalmente il ruolo di inadempiente. Bisogna inoltre osservare che se la città di Locarno fa quello che vuole sul Piano di Magadino a ridosso del nostro Comune è anche perchè trova spesso una sponda amica nel PLR di Gordola, al quale andava bene persino che la città piazzasse il Silos Ferrari e i suoi frantoi di inerti all’entrata del paese con relative polveri, rumori e via vai di camion. Sempre in quell’articolo si sollecita i comuni e i privati cittadini del locarnese che ancora fanno capo alla Compodino SA a seguire l’esempio virtuoso di Gordola, che da circa un anno porta i suoi scarti vegetali alla ditta Tricomix di Cadenazzo, proprietaria di un moderno impianto rispettoso sia delle norme pianificatorie che di quelle ambientali. Appello senz’altro condivisibile, tolto però il passaggio in cui si accusa velatamente di opportunismo i privati cittadini tuttora utenti della Compodino SA. Opportunista lo è stato semmai il nostro Municipio che il 29 ottobre 2012, ancora nel corso della presente legislatura, declinava l’offerta della suddetta ditta di Cadenazzo motivandolo con i maggiori costi di trasporto stimati in 22-25 mila franchi annui. Il cambio di idea è arrivato soltanto dopo che il gruppo PS e Indipendenti aveva presentato la mozione «Puzze: Gordola faccia la sua parte» del giugno 2013, con la quale chiedeva che si modificasse il regolamento comunale con l’aggiunta di un articolo che recitasse: «i rifiuti vegetali vanno consegnati esclusivamente ad un impianto di smaltimento in regola con tutte le norme ambientali e pianificatorie»