Sfida sui temi più dibattuti in città

Intervista pubblicata il 28 marzo 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Carlo Zoppi, candidato al Municipio di Lugano

Qual è la prima cosa da fare per rivitalizzare il turismo?

In passato il turismo era florido senza troppe difficoltà. Oggi l’economia sta cambiando, si ha a disposizione meno denaro e si ricerca sempre più spesso un servizio personalizzato per le proprie esigenze. Lugano può certamente tornare leader nel settore ma è necessario reinventarsi con progetti moderni e competitivi sui mercati internazionali. Lugano deve valorizzare le sue peculiarità regionali con manifestazioni di richiamo – organizzate imperativamente in maniera professionale – in grado di apportare benefici economici duraturi. Dobbiamo diversificare le offerte per tutti i tipi di turismo, in centro e nei quartieri, e unire il turismo congressuale a quello culturale.

È giusto spendere 7,5 milioni in sei anni per sostituire l’arredo urbano con una pavimentazione pregiata?

Nel nostro immaginario collettivo, quando si parla di Lugano, è facile pensare subito a via Nassa o a piazza Riforma. Troppo spesso dimentichiamo che Lugano è composta anche da quartieri che una volta erano comuni con una propria storia e identità. Questa diversità è una ricchezza da salvaguardare e la città deve investire in tutto il suo territorio, non solo nei grandi progetti. I crediti per i lavori nel centro sono facilmente accettati mentre le infrastrutture basilari nei quartieri, per esempio l’asilo di Cadro, devono aspettare. La città deve essere unita dal centro alla periferia e gli investimenti devono essere rivolti anche ai piccoli progetti.

Il vuoto lasciato dall’abolizione del vecchio Progetto lavoro (che offriva impieghi temporanei ai giovani senza impiego) va colmato?

Con la crisi e la globalizzazione sarà sempre più arduo trovare un lavoro ben pagato. I giovani saranno i primi a subirne le conseguenze. Secondo alcune stime chi è entrato in questo decennio nel mercato del lavoro guadagnerà il 20% in meno della generazione precedente. La città ha bisogno come non mai di progetti lavoro che aiutino le persone a trovare un impiego o a riqualificarsi professionalmente. Chi lavora e riesce a mantenersi non rischia di finire in assistenza e diventare un costo per la comunità.