Polo regionale, il momento di agire è adesso

di Nicola Fovini, candidato al Municipio di Bisca

Essendo la mia prima partecipazione attiva alla vita politica del borgo è mia premura presentarmi. Il mio nome è Nicola Fovini classe 1974, sposato dal 2001 e padre di due figlie.

Sono un maestro conducente, un istruttore CSS, un moderatore, un formatore per adulti e un disegnatore edile, qualifiche che mi permettono di spaziare dalla mobilità all’edilizia.

Dal 2009 faccio parte della società del carnevale, i primi tre anni come regnante ed in seguito quale vicepresidente, dedicandomi con dedizione alla valorizzazione della manifestazione e del borgo stesso.

Vivo a Biasca da sempre, borgo al quale sono particolarmente legato. Il mio coinvolgimento politico nasce da un sentimento di amarezza scaturito dalla poca considerazione che Biasca subisce nel cantone e la nascita di una lista civica, mi ha permesso di partecipare senza legarmi a partiti che, a livello comunale, reputo solo un freno al libero fruire del fare. Il mio concetto di politica è appunto quello di fare il possibile per il bene comune, e, la libertà dai vincoli partitici offerta dalla lista civica Abiasca, mi permette di ottenere il meglio, potendo unire le forze e collaborando qualora le idee e le proposte fossero in linea con la mia visione.

Reputo la valorizzazione di Biasca quale centro d’importanza regionale, come proposto dal piano direttore cantonale, con il consolidamento dei servizi e delle infrastrutture di assoluta priorità. Un centro quale Biasca deve poter servire non solo i cittadini del borgo, ma la regione delle Tre Valli intera. Gli edifici pubblici esistenti non ottemperano ormai più allo scopo, vedi casa anziani, scuole elementari ed alcuni servizi che non sono ormai nemmeno più presenti, come un ostello oppure una sala multiuso.

La qualità di vita deve essere garantita anche alle generazioni future con la possibilità di spazi aggregativi e comunitari con la preservazione dei terreni pregiati agevolando, ad esempio, una rivalutazione del borgo vecchio lasciato negli ultimi anni a se stesso, piuttosto che la costruzione di nuove ed anonime abitazioni.

È piuttosto evidente che il momento di agire è adesso, cogliendo l’opportunità data da Alptransit di far divenire Biasca il punto di collegamento con il nord delle Alpi, occasione che potrebbe incentivare lo sviluppo artigianale ed industriale nonché il futuro aumento della popolazione, ciò che comporterebbe maggiori necessità. Il reale rischio di intervenire tardivamente porterebbe ad una levitazione dei costi e a soluzioni di ripiego che porterebbero, come spiegato in precedenza, ad un inevitabile collasso.

Il mio contributo sarà mirato a creare la Biasca che possa essere attuale e vivibile anche in futuro facendola uscire dallo stantio benessere dell’odierno.