Abiasca: dove sono finiti i socialisti?

di Elio Rè, candidato al Consiglio comunale di Biasca

Sempre più spesso si sente questo accorato appello di ricerca persone tra la gente sul sagrato della chiesa o alla partita, quindi in ambienti a cui della sorte dei socialisti assai poco importa. Per cercare visibilità e sfruttare nuovi motori di ricerca l’appello viene ultimamente riproposto da molti politici e giornalisti nostrani nei loro commenti o slogan elettorali. Da socialista convinto e vegeto leggo questa preoccupazione un po’ come una simpatica “gufata” e vorrei quindi gridare chiaramente: presente!

Da sempre mi occupo di politica: socialista attivo e autonomo in ambito comunale, cittadino elettore di area socialista in campo cantonale e federale. Il perché di questa scelta è da ricondurre alla voglia di socialità, alla mia educazione, all’attaccamento al territorio, al rispetto per la nostra cultura e le nostre tradizioni e anche perché mi piace sognare il futuro dei miei nipoti nella regione. Ho sostenuto con forza e convinzione l’adesione alla lista Abiasca da parte di Unità a sinistra e del Partito socialista perché convinto di aver trovato un interlocutore entusiasta e pronto a mettersi in discussione per costruire il futuro del nostro borgo con progetti nuovi e attuali, ma soprattutto complementari e facilmente adattabili alle prospettive socialiste, un compagno di viaggio cognito e rispettoso della cultura e del territorio, pronto a collaborare con le altre forze politiche che vorranno condividerne il programma. Idee e prospettive che seppur sostenute da visioni diverse e personali da sempre guidano le scelte dell’elettorato di sinistra che vuole ritornare a essere importante e forte contrattualmente nelle scelte politiche. Purtroppo anche a Biasca la Sinistra ha perso questa forza e deve cercare nuove alleanze. Le ha trovate con Abiasca proponendo e seguendo una strada per niente facile né già tracciata, un’autostrada però di entusiasmo e idee per una politica più sociale e rispettosa dell’ambiente che ci è molto congeniale. Abiasca si definisce autonoma dai partiti ma aperta e pronta a sostenere una politica volta a costruire un futuro sostenibile lavorando in modo concreto e propositivo nel pieno rispetto per le persone, l’ambiente e le istituzioni. Non riesco a intravedere in questo modo di intendere la politica prospettive e intendimenti blasfemi o inconciliabili con il credo socialista.

Abiasca guarda al futuro privilegiando la qualità di vita nella Regione: ecco dove sono finiti i socialisti.