L’acuto del tenore Ducry

Intervista pubblicata il 25 marzo 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Jacques Ducry, candidato al Municipio di Lugano

Ex magistrato Jacques Ducry si presenta come indipendente nella lista con Ps, Verdi (di Schoenenberger e Beretta Piccoli), Pc e Pop. Non solo per l’alternativa, ma pure per stimolare il dibattito ideologico carente, anche se, per un esecutivo, il modo di vedere la società pesa meno rispetto alla risoluzione dei problemi concreti.

È questa dunque la principale conquista della legislatura al di là del risanamento finanziario? In Municipio deve prevalere la collegialità oppure ogni singolo ha il diritto di far sapere come la pensa?

Intendevo almeno durante le campagne elettorali, altrimenti non c’è più differenziazione fra Lega, Plr, Ppd e Ps. Sotto elezioni, non succede nulla se si dice “sono in disaccordo” con un approccio rispetto a un altro. Nessuno dovrebbe temere di esprimere schiettamente come si vive una situazione in maniera non strumentale. Non ci dev’essere forzatamente quella collegialità che porta all’appiattimento delle persone.

Il taglio più doloroso e impopolare di cui avreste fatto a meno?

Nel sistema tris-istituzionale (Confederazione, Cantone e Comuni) le scelte per un amministratore comunale dipendono da ciò che succede a Berna e a Bellinzona. Spero si riattivi la piattaforma fra Cantone e Comuni come sembra sia avvenuto con il nuovo Municipio. C’è il problema del moltiplicatore: è ingiusto che esistano percentuali così diverse che ostacolano anche le aggregazioni. Io distinguerei i tagli materiali e pratici (una struttura oggettiva del Comune come i servizi sanitari) rispetto a quelli nei settori principali come l’educazione, la socialità e la giustizia (polizia). Privilegerei risparmi, se davvero necessari, nei settori dove non si tocca l’essenza della persona, l’istruzione e l’arrivare a fine mese con dignità. Bisogna fare i conti con i soldi a disposizione.

Già, la Città è confrontata con il crollo del gettito fiscale delle banche da 55 milioni di franchi a 11 in pochi anni. Che fare, anche in relazione alla fine del segreto bancario?

Personalmente, sono sempre stato contrario al segreto bancario favorevole ai cittadini più abbienti che, con il sistema attuale, non versano agli altri cittadini quello che dovrebbero.

(Sul calo del gettito fiscale)

Un limite europeo e mondiale. Ma cosa indica un calo del gettito così significativo in questo settore? Significa l’aver vissuto basando le scelte sulle ricadute estere. Però è il nostro cittadino che deve creare la ricchezza, per poi poter fare dei progetti. Nella passata legislatura non si è intuito ciò che stava succedendo o non si è stati abbastanza lungimiranti nel capirlo cercando altre vie e forse si è speso troppo. Succede se vivi di artificialità, privilegiando il grosso contribuente che arriva, paga, poi, non avendo radici qui, se ne va dove il sistema funziona, e con gli scudi e il sistema internazionale che è cambiato è chiaro che la Città e il Cantone abbiano subito grosse riduzioni di gettito.

Il piano di rientro della Città coincide con l’esplosione dei costi sociali, qual è la risposta politica per cercare di far rientrare nel gioco chi è rimasto fuori?

Per fortuna a Lugano non ci sono quartieri “ghetto” dove nascono veri problemi di incompatibilità. È stato fatto tanto in Ticino e a Lugano per la socialità. Finché il sistema economico-finanziario è questo, è necessario creare ricchezza per permettere ai meno abbienti una vita dignitosa come esige la Costituzione. Creare posti di lavoro per Lugano è difficile: oltre al funzionariato e ai lavori pubblici si può fare poco. Non licenziare è importantissimo. Sono favorevole a una paga per i cittadini (e all’iniziativa federale) che renda degna la vita a tutti senza assistenzialismo. Lugano potrebbe fare da precursore quando le cose andranno meglio. Un salario minimo al cittadino in cambio di lavori di pubblica utilità, è un modo per integrarlo.

Le aggregazioni avvicinano i cittadini alla politica o è vero il contrario?

Sono favorevole alle aggregazioni. Lugano ha visto lontano anche geograficamente. Per Viganello e Pregassona è andata bene, più difficile andare oltre, abbiamo visto la resistenza di Cadro. Molti contrari rappresentano gli egoismi locali per mantenere i piccoli poteri. Pensiamo ai Comuni della cintura a Paradiso: un’ottima situazione finanziaria e un moltiplicatore basso e i suoi cittadini che giustamente non vogliono pagare più imposte comunali. Nel Bellinzonese chi ha votato contro? Il Comune del ministro delle Finanze per il moltiplicatore basso. Vergogna! Io sono per le coatte. Il futuro sta nelle aggregazioni, Lugano deve consolidare il lavoro fatto.

C’è spazio per nuove aggregazioni?

Sono d’accordo, che si completi almeno la cintura. Bisogna far capire al cittadino che viviamo in uno splendido territorio. È nell’interesse di tutti salvaguardare l’ambiente con un turismo sano, senza Harley, né motoscafi. Bisognerebbe ispirarsi alla Lugano d’inizio Novecento con il ‘quai’ pedonalizzato. Certo, siamo cari, ma il Lac ha grosse potenzialità di richiamo.

Alfonso Reggiani