Serravalle per le prossime generazioni

di Lea Ferrari, candidata al Municipio e al Consiglio comunale di Serravalle

Essere attenta alla vita del mio comune vuol dire poter garantire una continuità del nostro benessere alle prossime generazioni. La pianificazione promossa dal Cantone ci sta privando dell’ospedale di Acquarossa e ricordiamo la lunga lotta delle Officine di Bellinzona. Queste sono chiare avvisaglie dell’influenza dei fenomeni di privatizzazione in atto mondialmente.

Se lasciassimo fare al Consiglio federale, se il consigliere comunale non avesse la giusta lungimiranza e il coraggio per battersi per un efficiente servizio pubblico alla popolazione, l’economia di valle ne risentirebbe fortemente. Il nostro governo nazionale sta partecipando a trattative tenute a lungo segrete con altri Paesi, denominate TiSA (Trade in Services Agreement, Accordo sul commercio dei servizi), le informazioni trapelate sono preoccupanti. Eccone il succo che ho appreso durante una recente conferenza dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico.

Se la Svizzera ratificasse gli accordi TiSA il settore terziario, nel quale rientrano anche l’educazione, la sanità, l’energia, sarebbe privatizzato. Ciò significa avvicinarsi al modello americano con ampie disparità basate sul reddito: solo chi potrà permetterselo avrà una buona educazione e l’accesso alle cure mediche, le regioni periferiche non sarebbero più servite dai mezzi di trasporto pubblici in quanto tratte non redditizie. In più, nel caso di un appalto pubblico sarebbe vietato preferire un’azienda della regione rispetto a una estera, se quest’ultima è meno costosa. Vigerebbe quindi solo il principio finanziario e nessuna logica di sostegno dell’economia locale e men che meno ecologica. Fino ad ora né la popolazione né i parlamentari sono stati informati e questo sarebbe di per sé scandaloso; ma c’è di peggio, perché le trattative intercorse stanno minando l’autonomia di Cantoni e Comuni, violando il principio di sussidiarietà. Anche in Ticino i Comuni devono sottoscrivere un’iniziativa rivolta al Consiglio federale per rifiutare gli accordi TiSA. Serravalle ha già dimostrato di avere a cuore il servizio pubblico partecipando all’acquisto della Ses; prossimamente dovrà adoperarsi affinché il futuro di Ofible e Ofima rimanga in mani locali perché l’eventuale vendita a una multinazionale estera non ne garantirebbe i posti di lavoro e allontanerebbe il potere decisionale dal territorio. È una grande impresa per un piccolo Comune, che io so essere abbastanza forte per difendere i suoi servizi alla popolazione.