Neofita grintosa

Intervista pubblicata il 23 marzo 2016 su “la Regione” a Cristina Zanini Barzaghi, candidata uscente al Municipio di Lugano

Cristina Zanini Barzaghi, classe 1964, di professione ingegnere civile, è iscritta al Ps dal 1995. Eletta consigliera comunale nel 2008 (prima lo era stata a Carabbia dove abita), è diventata municipale nel 2013 ed è ora responsabile del Dicastero immobili.

Parte della politica ha cambiato idea sul Piano viario del polo. Personalmente ritiene opportuna un’inversione di rotta?

A parer mio, l’inversione di rotta ideale sarebbe quella di avere più mezzi pubblici ed essere quindi meno dipendenti dall’automobile. Nel complesso, con il Pvp non ho notato un peggioramento, anche se qualche criticità c’è. Bisogna cercare di utilizzare i percorsi alternativi migliori. Occorre sempre tenere presente che l’attuale Piano regolatore prevede di pedonalizzare il centro.

La decisione di lasciare a casa, dopo l’esaurimento dei crediti quadro, non pochi precari che la Città aveva assunto non rischia di risultare controproducente?

Non è stata una decisione semplice da prendere. Confrontati con una situazione finanziaria difficile, anche a causa dell’assunzione di tante persone, abbiamo agito in modo un po’ brusco, senza tener conto di un adeguato accompagnamento. Adesso stiamo gradualmente regolarizzando le singole posizioni precarie. Per quanto riguarda in generale la disoccupazione, il tema è vasto e molto complicato e quello che può fare la Città è una goccia nel grande mare del mercato del lavoro. Sarà una sfida difficile e impegnativa che dobbiamo saper affrontare.

Ritiene che un rafforzamento della sicurezza sia da prendere in considerazione?

Bisogna investire nella sicurezza classica di contenimento della criminalità e anche nella sicurezza sociale e ambientale. È pure importante investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione per ridurre il disagio giovanile, per aiutare le persone sole e avere la certezza di poter disporre di un aiuto sociale in caso di disoccupazione. Anche spazi urbani ben curati danno sicurezza.

Ex macello. Lo scoglio più arduo da superare sarà il costo della ristrutturazione o la ricerca di una sistemazione alternativa gradita agli autogestiti?

Viste le precarie condizioni dell’edificio, siamo convinti che non sia pensabile lasciare a lungo le cose come stanno. Abbiamo studiato vari scenari e ne abbiamo scelto uno come prioritario, il Museo di storia naturale. L’autogestione è una realtà che ha un suo seguito e risponde all’esigenza di una certa fascia di popolazione: bisognerà definire delle regole di convivenza e qualora si decidesse di dover trovare una sede alternativa, sarà da ricercare un luogo adatto attraverso un’azione condivisa. Con gli autogestiti e con il Cantone.

Grandi opere. Fino a che punto crede nella discesa in campo dei privati e quale dei due progetti, Polo sportivo e Polo congressuale-turistico, ritiene prioritario?

Sono entrambi grandi progetti prioritari da riattivare. Prevediamo di aggiungere dei contenuti strategici, per poter avviare una collaborazione con investitori privati e ridurre la necessità di investimento pubblico. La sfida sarà trovare il giusto equilibrio fra le esigenze del pubblico e del privato, che desidera logicamente conseguire un reddito. Oltralpe in questi casi si abbinano interventi a favore della comunità, come ad esempio alloggi a pigione moderata, parchi pubblici o infrastrutture di trasporto pubblico. Visto che il tram è già stato progettato sino al piazzale scuole, perché non estendere il progetto fino al polo congressuale del Campo Marzio? Anche l’accessibilità con il mezzo pubblico è un valore aggiunto.

C’è un personaggio pubblico del passato prossimo o remoto che ha stimolato in lei la vocazione o l’interesse per la politica e che ne ispira l’azione?

Ho diverse fonti d’ispirazione. Ho sempre ammirato Marie Curie per le sue capacità e la sua caparbietà: da immigrata ha avuto una carriera incredibile per quei tempi, contrassegnata da due premi Nobel. Un’altra donna di riferimento, ancor giovanissima, per come sa gestire la politica ad alto livello e la famiglia, è Pascale Bruderer. Ho molta stima per la grande lucidità di Pietro Martinelli, ingegnere civile come me.

C’è qualcosa in particolare che rimprovera al Municipio precedente, un’eredità scomoda che vi ha messo in difficoltà?

Il Municipio precedente è stato dominato da due figure molto forti che hanno relegato nell’ombra le altre ed è stato caratterizzato da scarso lavoro di squadra. D’altro canto, grazie alle buone risorse finanziarie, è innegabile che sia stato possibile investire molto. Purtroppo per troppo tempo si sono trascurati ambiti fondamentali per permettere la crescita armoniosa della città. Gli investimenti nel trasporto pubblico, la cura degli spazi urbani, il verde in centro città, il Piano regolatore unico: sono tutti temi per i quali dobbiamo ora recuperare molto ritardo.

Pensa che il suo partito possa realisticamente arrestare l’onda lunga del successo leghista?

I venti non soffiano nella direzione che vorrebbe il Ps. Abbiamo una lista solida e rafforzata dall’alleanza con i verdi, i comunisti e l’area indipendente vicina ai radicali. Ciò dovrebbe renderci più forti: vogliamo crescere rispetto a tre anni fa. Speriamo inoltre che i risultati concreti ottenuti nella presente legislatura grazie alla nostra azione – a favore dell’alloggio, delle mense, del Piano regolatore di Brè, di Villa Favorita – vengano riconosciuti dalle elettrici ed elettori. Lugano, come le altre città svizzere, merita una maggior presenza socialista ed ecologista.

Come giudica Cristina Zanini Barzaghi il collega Michele Bertini? E quale voto, da 1 a 6, gli darebbe?

Michele è molto giovane. Io sono invece arrivata tardi alla politica e ho metodi di lavoro che provengono dalla mia attività professionale. Da ex docente e senza entrare nelle differenze di opinione, attribuisco a Michele un 5, con possibilità di miglioramento.

Marco Pellegrinelli