Il 23 io sono a scuola

di Angelo Mordasini, candidato per iil Consiglio comunale di Cadenazzo

Se avete figli in età scolastica, vi sarà sicuramente arrivato a casa un foglio. Se non la notizia vi sarà comunque giunta all’orecchio.

Oggi non dovremmo andare a scuola. O quantomeno è questo che auspica il governo, assegnando ai docenti una giornata di congedo pagato. A prima vista, sembrerebbe vantaggioso per tutti: gli studenti avranno avuto un giorno in più di vacanza, e così anche gli insegnanti, che per di più saranno pagati. Quindi, dove sta la magagna?

Parlando con alcuni docenti particolarmente sensibili presso la CSIA, istituto che frequento da quattro anni, ho avuto possibilità di capire il punto di vista dei docenti.

“Non vogliamo che si apra una strada verso questa modalità di pensiero” La modalita di pensiero di cui parlano è quella che porta a risparmiare sulla formazione dei giovani; quello che succede il 23 è esattamente questo, a scopo di risparmio si taglia una giornata di insegnamento. “non vorremmo che in futuro si mettesse in discussione tutto il sistema scolastico.

Non devo certo essere io a dire quanto sia sbagliato risparmiare sulla formazione, principale pilastro nella costruzione della società futura. Mancano forse ambiti in cui risparmiare? Per esempio potremmo cestinare a prescindere progetti di dubbia utilità come la rinominazione dialettale delle vie di noti centri ticinesi. In ogni caso, nessuno è rimasto con le mani in mano. Il sindacato studenti SISA e altre organizzazioni studentesche hanno organizzato proteste in tutto il Ticino, specialmente al liceo di Bellinzona.

Nella mia scuola si è tenuta una mattinata dedicata alla grafica di protesta, finalizzata a un momento artistico dedicato alla creazione di un installazione volta a sensibilizzare verso il tema. Come è facile notare, ciò che traspare da entrambe le parti è stata la voglia di restare a scuola anche questo mercoledì, di rinunciare a questa misura che specula sul futuro dei nostri giovani, di dire no al sacrificio dell’istruzione sull’altare del risparmio. Soprattutto da parte dei docenti, che non avrebbero nulla da perdere a guadagnando una giornata di congedo pagato. Questa protesta è una dimostrazione di dedizione alla scuola da parte del corpo docenti, e di forza da parte della comunità studentesca.

Spero che tutti abbiate partecipato, docenti e allievi, a questa giornata, per ribadire con forza che l’educazione è l’unico bvero tesoro di questo cantone.