Collina d’Oro e il rispetto delle leggi

di Nicola Emery, candidato al Municipio di Collina d’Oro

Se qualcuno parcheggiasse l’auto davanti al vostro garage e non ascoltasse i vostri inviti dapprima cortesi, poi i vostri reclami, e ancora insistesse a non spostarla, dovreste infine certo ricorrere all’autorità. Se il proprietario indisciplinato di quell’auto, ricevuta l’intimazione, si decidesse a portar via la sua auto e, senza nemmeno scusarsi, sgombrasse il vostro ingresso, avreste finalmente ottenuto il vostro scopo e il vostro ricorso sarebbe diventato privo di oggetto. Ma in che brutta situazione vi ha messo quell’ostinato automobilista, quanta fatica spesa affinché i vostri diritti fossero semplicemente rispettati!

Semplificando, è un po’ quanto successo in Collina d’Oro, davanti al ricorso presentato per la mancata distribuzione a tutti i consiglieri comunali del mio rapporto di minoranza concernente il nuovo piano regolatore Pian Scairolo.

Anche in questo caso, per far valere una piena applicazione delle norme della Loc, non è stata sufficiente l’argomentazione sviluppata in aula e il mio invito a ritirare il messaggio; è stato necessario addirittura inoltrare un ricorso al Consiglio di Stato. Intimato, il Municipio, un po’ come quell’ automobilista, si trova ora in qualche modo costretto a chiedere al Consiglio comunale, proprio per l’ ultima seduta di questa legislatura, di annullare quanto aveva fatto votare in modo irregolare e a riproporlo con un nuovo messaggio e nuova procedura! In ogni caso, non c’è dubbio: il nostro ricorso ha ottenuto il suo scopo, ossia il ripristino del pieno rispetto del diritto di tutti i consiglieri comunali a conoscere tutte le posizioni espresse dalle commissioni (ossia, anche dei rapporti di minoranza, ci mancherebbe!). Ed è uno scopo minimo quanto ovviamente fondamentale.

Dispiace non poco, tuttavia, dover constatare che il Municipio con il nuovo messaggio non abbia colto l’occasione per giustificare la propria posizione e per riconoscere, con umiltà e intelligenza autocritica, di aver sbagliato. Un errore, presumibilmente di natura tecnica, all’origine della mancata ricezione dei rapporti, poteva offrire l’occasione per dimostrare maggior rigore e vero fair-play istituzionale, per non dire un più corretto senso della democrazia e del rispetto della minoranza. Solo rafforzando il pluralismo in Municipio e in Consiglio comunale questa condizione, priva di autocritica, se non ai limiti dell’arroganza, potrà migliorare. Le prossime elezioni comunali potrebbero essere l’occasione giusta per dimostrarlo.