ChiassoCultura

Intervista pubblicata il 18 marzo 2016 su “La Regione”
a Patrizia Pintus, candidata uscente al Municipio di Chiasso

Patrizia Pintus, socialista, ha voglia di rilanciare dopo una legislatura che pure per lei non si è rivelata sempre facile. Soprattutto per il dibattito nato in seno alla stessa Sinistra.

In questi anni Chiasso è apparsa in perdita di velocità: le ex Regie federali, le banche, la sicurezza (i due delitti recenti). E si è incrinato il clima istituzionale. Come si può riconquistare il terreno perduto?

Parto dal piano istituzionale: a inizio legislatura io ero una tirocinante. Davanti a tre referendum, tutti abbastanza opinabili, mi sono trovata un po’ spiazzata. Anche se al TrenHotel ci credevo, lo ribadisco. Il terreno dell’Age? Una soluzione andrà trovata. Quanto a Seseglio, a posteriori, penso si sia fatto bene a non concedere il permesso a questa società decisa a realizzare un centro benessere. Quale contraltare, in questo quadriennio il Municipio ha lavorato senza nessuna polemica al suo interno. Credo non succedesse da un po’. Lo ripeto, e mi spiace perché la Sinistra me lo rimprovera: se ho potuto centrare certi obiettivi è grazie all’appoggio dei colleghi, tutti. Chiaro, rimasto fuori dall’esecutivo, il Ppd, in particolare il consigliere Giorgio Fonio, ha giocato a fare politica. Di fatto di serio non ha costruito nulla. Passando agli altri temi: l’atteggiamento delle Ffs con Chiasso è scandaloso. Sul progetto per la Scuola di moda e sartoria hanno utilizzato criteri inaccettabili, sotto ogni punto di vista. E applicato un sovrapprezzo che non aveva ragione di esistere. Anche le banche, mi spiace, se la sono un po’ cercata (e mi riferisco alle multe pagate). Bisognava lavorare più seriamente prima.
Non mi piace questa economia dove gli azionisti devono guadagnare un mucchio di soldi e i lavoratori invece guadagnano sempre meno. Non lo dico io che il gap fra ricchi e poveri sta aumentando. La sicurezza? Io giro per Chiasso a qualsiasi ora e non è mai successo niente. Questa paura è fomentata. È vero, ospitiamo i migranti, e ogni tanto sono un problema. Ma non solo a Chiasso. Abbiamo le rapine, ma c’erano anche in passato. Certo, dobbiamo fare attenzione e cercare di aumentare la sicurezza nelle persone. I due delitti non sono imputabili alla città in quanto tale. Questo è un Comune sicuro. La polizia deve stare dietro ai richiedenti asilo? Abbiamo un Corpo che conta parecchi agenti in ragione della nostra posizione geografica, della vicinanza alla frontiera e della lotta alla criminalità. È calibrato sui suoi compiti e sui reati.

La Sinistra, Patrizia Pintus, le rimprovera di non essersi abbastanza smarcata dall’asse Plr-Lega. Cambierà attitudine?

Assolutamente no. Perché dovrei. Il legislativo fa il legislativo, l’esecutivo fa l’esecutivo. Ha fatto bene il mio gruppo ad aderire ai referendum e a essere critico con il Municipio in alcune occasioni. Da parte mia ero lì per lavorare. Avrei potuto fare per quattro anni il ‘neinsager’. Invece mi sono rimboccata le maniche e ho messo a posto ciò che mi hanno lasciato i miei predecessori. Come il Dicastero educazione, a favore del quale ho ottenuto risultati impensabili se avessi fatto ostruzionismo. In ogni caso non modificherò di un millimetro le mie idee e il mio modo di far politica a meri fini elettorali. Non mi vogliono? Ai cittadini scegliere.

Un pregio e un difetto di questo Municipio?

Il pregio? La concordanza. Testimoniata peraltro dagli investimenti messi in campo. Un difetto? La poca lungimiranza, soprattutto nel sentire il polso del legislativo. Diciamo che la maggioranza assoluta in Municipio non ha fatto bene al Plr. Che ha peccato un po’ di supponenza. Regazzoni : Visto da fuori, ho molto apprezzato la coesione interna al Municipio. Una città come Chiasso ha bisogno di persone che lavorano. La progettualità poi c’è: le riqualifiche sono state fatte bene. Non mi piace per niente, ma non è colpa del Comune, la residenza Valsangiacomo. Anche se il progetto qualcuno l’ha approvato. Se pensiamo di arrivare a 10mila abitanti offrendo questi alloggi… Mi sembra la versione 2.0 dei palazzi di via Soldini. Quindi mi auguro che per il progetto di via Comacini il santo valga al candela. E che il parco venga ripristinato, come promesso. Grandi difetti, invece, non ne vedo. Forse ci vorrebbe un po’ di autocritica da parte del Plr. Quattro anni fa nessuno si aspettava di avere la maggioranza assoluta. E sono dell’idea che il troppo storpia. Ci siamo trovati spiazzati e non si è saputa gestire bene la situazione. In ogni caso promuovo questo esecutivo.

La cultura è finita spesso e volentieri nel mirino, soprattutto del Ppd. C’è chi chiede di ripensare budget e offerta. Va cambiato indirizzo?

Assolutamente no. Mi sono ritrovata con un Dicastero, prima in quota Ppd, con dei bilanci illeggibili, anche per il contabile. E ci ho messo mano. E con le risorse a disposizione abbiamo ottenuto il massimo con il minimo. Meno di così chiudiamo Ufficio cultura e tutto. Come personale, poi, siamo ai minimi storici; e mi sento di dire che siamo conosciuti come il Lac di Lugano. Il Corriere della Sera ha inserito il m.a.x. museo tra i venti musei europei da visitare. Quindi. Ripeto, ciò che spendiamo noi a Chiasso, a Lugano di solito lo stanziano per allestire una mostra. I calcoli sui biglietti venduti? Fasulli. Chiedo: vogliamo far pagare gli studenti? Allora parliamo dei 10-15mila franchi impiegati tutte le domeniche per la sicurezza allo stadio. I cittadini di Chiasso pagano per tutto l’apparato comunale, dove la cultura è un tassello non solo importante ma direi vitale oggi.

Tre esponenti del Ppd hanno depositato di recente un ricorso contro il concorso per la direzione della Biblioteca. Come mai tanta acrimonia?

È solo una questione di campagna elettorale. Già i miei predecessori avevano il dossier sul tavolo. Quando sono arrivata in Biblioteca, però, mi hanno detto che il municipale di riferimento non l’avevano mai visto. Per parlare chiaro. Del resto, sono andata in Gestione e mi hanno detto di risparmiare sulla Biblioteca. Quanto ai miei colleghi di Municipio mi hanno guardato e rilanciato con un ‘ma perché non la chiudiamo’. Che scherzassero o meno… Mi ci sono messa; sono andata dal ministro Bertoli. Dapprima non si trovava una soluzione. Poi abbiamo ragionato sul personale (peraltro il bibliotecario fungeva già da caposervizio). Quindi abbiamo messo in rete il servizio a livello cantonale, facendo leva sulla specializzazione in grafica e design. Adesso possiamo dire che la Biblioteca è stata rivalutata; sarà in grado di accogliere le donazioni; e costa la metà, anche con un 20% per la direzione. E su Nicoletta Ossanna Cavadini non c’è nulla da dire, quanto a competenze. Cosa si vuole di più?

La Lega ha proposto la Perfetta quale sistemazione provvisoria per i richiedenti l’asilo in attesa della ristrutturazione del Centro di registrazione. Cosa ne pensate?

La Perfetta? Posso anche accettare l’alternativa. Purché la Confederazione mi garantisca almeno due milioni per risistemarla da cima a fondo. Ecco, questo è un mio cruccio e un obiettivo per il prossimo quadriennio. Una alienazione non entra in linea di conto.

Aggregazioni: non è arrivata l’ora di unire il Basso Mendrisiotto?

L’aggregazione s’ha da fare. Ma attorno a noi non ci sentono. Di esempi non ne mancano. Sarebbe meglio procedere in due fasi, ma se per centrare l’obiettivo occorre andare al Comune unico, e sia.

Daniela Carugati