Casa anziani e nuove opportunità

di Gianni Delorenzi, candidato al Municipio e al Consiglio comunale di Vacallo

Giunsi a Vacallo quando ancora c’era qualche masseria. Quanto è cambiato questo paese. Sembra sempre più una colata unica di cemento e catrame. Eppure ancora c’è una comunità viva che ama ritrovarsi, che si riconosce. Un paese è tale quando la sua gente si ritrova, coltiva le sue tradizioni, le sue credenze, condivide con gli altri gioie e dolori. Affinché ciò non muoia per sempre e chi arrivi possa integrarsi, sono necessari spazi aggregativi.

A Vacallo, poco prima che io vi giungessi, c’erano quindici osterie sempre aperte. Il Centro sociale, la Scuola e le attività della SAV hanno contribuito in modo vitale a far sì che il paese non fosse solo un’entità politica, ma pure una comunità viva. Si può fare di più?

Il Municipio ha pensato che la casa anziani che verrà sia anche un’opportunità. Non è solo l’occasione di parcheggiare qualche vecchietto che da solo non ce la fa più e così, in attesa che muoia, diamo pace alla nostra coscienza, ma deve essere invece l’occasione di arricchire il paese di uno spazio in più per ritrovarsi.

In un paese con dodici squadre di basket, era facile che nascesse l’idea di una palestra: ragazzi che vanno e vengono, genitori che li accompagnano, un bar dove qualcuno possa indugiare, sono occasioni d’incontro e di amicizie: siamo animali sociali, essenzialmente. È cultura, è possibilità per chi arriva da fuori di potersi integrare. È anche dare la possibilità a qualcuno di terminare i propri giorni fatti di vecchiaia senza sentirsi emarginato.

C’è chi è terrorizzato dai costi prima ancora che di essi se ne parli. Le critiche vengono pure da ambienti che di certo sanno che i tassi sono vicini allo zero e che gli investimenti nel mattone sono i migliori. Per il privato può essere difficile, perché le garanzie bancarie sono un ostacolo ai più, ma per l’ente pubblico no. Si pensa al debito, non si pensa ai benefici di un investimento. Si inventa un fantomatico moltiplicatore al 100%, non una parola sul benessere che la comunità ne potrebbe ricavare e ai bisogni di un futuro Comune Mendrisiotto. Suonano strani certi avvertimenti che provengono da ambienti che dovrebbero, per vocazione storica, puntare sugli investimenti.

Fa male sentirsi trattati, noi tutti municipali, come scolaretti che non sanno far di conto: sorge però anche spontaneo un qualche dubbio su tanto criticare.