San Carlo Ci sono fatti e menzogne

di Pier Mellini, candidato al Municipio di Locarno

In queste ultime settimane sparare sulla situazione in fase di «guarigione» al San Carlo, al capo dicastero e soprattutto al Partito Socialista è ormai diventato lo sport preferito di chi non ha molti temi da proporre e così ecco che un candidato leghista si cimenta in uno slalom fra paletti fin troppi larghi per poter avere un minimo di credibilità.

Questo personaggio dovrebbe guardare in casa sua e così potrebbe vedere che il dicastero gestito dal suo rappresentante, Silvano Bergonzoli, è stato lasciato a sé stesso per quasi tutta la legislatura, che lo stesso municipale, seppur impossibilitato a partecipare alle sedute municipali da oltre nove mesi, si è guardato bene dal rinunciare allo stipendio mensile, che la dirigenza del suo partito non ha cercato di trovare soluzioni per far fronte alla situazione caricando sulle spalle di altri municipali i suoi dossiers e che i suoi rappresentanti in Consiglio comunale non hanno certamente brillato per il loro essere propositivi e per atteggiamenti costruttivi. Certo che è molto più facile gettare fango e screditare soprattutto un partito che invece, ed è riconosciuto, a Locarno ha dimostrato e dimostra di lavorare in favore della cittadinanza con impegno e umiltà. Sotto il sole, quindi, nulla di nuovo. Il nuovo che avanza è già stantio prima ancora di arrivare: soliti toni volgari che superano la decenza, soliti slogan, solita disinformazione. Da chiedersi se la politica locarnese necessiti di simili personaggi, sempre pronti a distruggere, a dileggiare senza nessun costrutto, senza nessuna proposta. Nella fattispecie il Municipio è intervenuto quando la situazione si è rivelata tale e suffragata non da lettere anonime, ma da fatti chiari e documentati e se qualcuno ha cercato di minimizzare, questo non può e non deve essere addebitato al capodicastero, ma semmai alla direzione dell’Istituto in primis, così come risulta dal rapporto parziale pubblicato dal portale LiberaTv. Il Municipio è quindi intervenuto in novembre, quando ha preso visione di una lettera del 19 dello stesso mese del Laboratorio di psicopatologia del lavoro e coordinando gli interventi con l’Ufficio cantonale degli anziani.

Questi sono fatti, nudi e crudi, tutto il resto è e rimane allo stato di congetture a puro scopo elettorale e sono sicuro che i cittadini sapranno distinguere le falsità dalla verità, perché se ciò non fosse sarebbe il trionfo dell’oscurantismo, della menzogna e delle false verità. Mentire sapendo di mentire è grave, distorcere la verità ancora di più ed è sinonimo di disonestà intellettuale, scrivere tanto per scrivere con l’unico scopo di screditare persone e partiti è invece sinonimo, eufemisticamente parlando, di scorrettezza e poca serietà.