Due sfidanti con serie ambizioni

Intervista pubblicata il 12 marzo 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Pier Mellini, candidato al Municipio di Locarno

Locarno: sostegno alle aggregazioni e attenzione all’edilizia da chi in casa PS e Lega tallona i municipali uscenti

I dissidi interni al Municipio hanno un po’ distolto l’attenzione dalla gestione ordinaria della Città: quali sono il principale successo e il maggior fallimento del quadriennio che sta per concludersi?

I dissidi interni sono scaturiti perché all’interno della compagine municipale c’era chi non voleva assolutamente togliere il coperchio dal pentolone degli appalti che per anni hanno foraggiato persone vicine soprattutto al partito liberale. Il maggior successo di questa legislatura è rappresentato dal fatto che, su pressione del nostro gruppo, finalmente a Locarno è passato il principio che, prima di procedere con progetti di edilizia pubblica, si deve procedere con un concorso di architettura o con un mandato di studio in parallelo, come ad esempio è stato deciso per il palazzetto FEVI e per l’autosilo dei Monti. Senza dimenticare il mandato di studio in parallelo per la pianificazione del comparto ex macello ed ex gas.

Quali le priorità per la prossima legislatura?

Fra le priorità della prossima legislatura v’è di sicuro la revisione del Regolamento organico dei dipendenti, che deve essere più vicino ai dipendenti e va aggiornato alle nuove realtà sociali. Inoltre ci sono i progetti edilizi legati ai terreni dell’ex macello e dell’ex gas, il nuovo piano viario della Città Vecchia e la revisione del piano delle pavimentazioni legato al nucleo di Solduno.

Uno dei capitoli ancora aperti è quello delle aggregazioni comunali. È giunto il momento di riaffrontare il dossier? Locarno che ruolo dovrebbe avere?

Il tema delle aggregazioni deve essere ripreso con nuova e aggiornata vigoria per aumentare la forza politica di Locarno e del Locarnese, che devono essere capaci di influenzare decisioni determinanti per la nostra regione. Attualmente siamo poco incisivi in quanto superati da chi, con molta più lungimiranza, ha saputo unire le forze.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento degli oneri assistenziali a carico della Città. Come migliorare la situazione?

Tra il 2010 e il 2015 i casi di assistenza a Locarno sono aumentati di 166 unità con un incremento percentuale di 65 punti, mentre la spesa sopportata dalla Città è aumentata di più del doppio, a causa anche dell’introduzione, nel 2013, di una chiave di riparto della spesa, che penalizza maggiormente i Comuni. Pure le richieste di sostegno, inoltrate sulla base del nostro regolamento sociale, hanno fatto registrare importanti incrementi di domande. Di recente sono entrate in vigore le decurtazioni degli assegni integrativi e di prima infanzia decise dal Cantone, per cui già oggi l’Ufficio dell’operatore sociale è confrontato con persone che non potendo fare altrimenti inoltrano richiesta di assistenza, ciò che incrementerà ancora di più la spesa a carico del Comune. La prevenzione si svolge in vari modi: sostenendo le persone e le famiglie per evitare l’entrata in assistenza da parte degli operatori sociali e, quando possibile, favorire l’inserimento lavorativo. Tutto questo allevia il disagio dei cittadini meno fortunati e rappresenta un risparmio notevole in termini finanziari.

Si parla spesso del deteriorarsi della qualità architettonico-urbanistica. È pensabile di agire a livello pianificatorio per invertire la tendenza?

Purtroppo i buoi sono usciti da tempo dalla stalla eppure qualche cosa si potrà ancora fare: innanzitutto mantenendo il principio dei concorsi di architettura per gli edifici pubblici e definendo delle strategie per promuovere la cultura della qualità degli stabili privati, cosa che da anni viene fatta con successo in diverse città in Svizzera, nella consapevolezza che non è più immaginabile una pianificazione che definisca unicamente delle quantità edificatorie, senza preoccuparsi della qualità degli spazi di relazione tra il costruito. In questo ambito è anche legittimo riflettere sul fatto che il Municipio non abbia ancora dato seguito a una mozione inoltrata nel 2012, con la quale si chiedeva una Commissione municipale consultiva contro le brutture edilizie, che nel frattempo sono cresciute come funghi, senza preoccuparsi dei rapporti armoniosi tra terreno disponibile e volume degli edifici e su un adeguato rapporto tra costruzioni e superficie verde.

Luca Pelloni e Barbara Gianetti Lorenzetti