I figli non muoiono a 11 anni

di Annamaria Mordasini, candidata nella lista L’altra Cadenazzo

In tutti i contesti politici si sente sempre quanto sia importante creare un comune a misura di famiglia, strade a trenta all’ora, parchi giochi, aree verdi, scuole moderne e asili all’avanguardia. Ci teniamo a proteggere e a far star bene i nostri bambini e la nostra famiglia. Tutto giusto, tutto lodevole, peccato però che questo bisogno di “proteggere” la famiglia termina con il finire delle scuole elementari. Da lì via sembra che puff… tutto d’incanto i bambini si trasformano in adolescenti e non esistono più.

Dovremmo invece preoccuparci di creare un mondo anche a misura di ragazzi, dove possano divertirsi, trovarsi bene nel loro paese per diventare poco a poco parte del nostro tessuto sociale. Potremmo aprire la nostra palestra il sabato sera, ed evitare così che i nostri ragazzi debbano andare fino alla palestra di Vira Gambarogno. Potremmo investire in un centro giovanile (ci sono anche sussidi cantonali). Insomma, potremmo almeno provarci.

La questione è legata squisitamente a un sistema di pensiero politico un po’ vetusto e rodato ormai da decenni. Perché un comune è in grado di spendere senza battere ciglio 100’000 franchi per una raccolta di vecchie fotografie e la loro pubblicazione (e ci mancherebbe altro, la nostra memoria è altrettanto importante) o spende 3 o 400’000 franchi per sistemare strade secondarie ma stenta a scucire qualche migliaio di franchi per i propri figli?

Perché i giovani adolescenti non sono visti come una risorsa, bensì come un peso.

Quello che speriamo tutti è che escano al più presto da quell’adolescenza che stentiamo a capire e che ci fa litigare continuamente con loro. Che diventino adulti e produttivi e si inseriscano al più presto nella “nostra” società.

Il problema è che invece è proprio quando i nostri figli sono così alieni e rompiscatole che diventano più fragili. E noi invece di tender la mano li dimentichiamo in un angolo.

Io non ci sto. Per questo a mio avviso è importante lottare con e per i giovani, aiutarli a crescere rimanendo ai bordi della pista, per guardarli ballare ed essere pronti a sorreggerli se dovessero inciampare.