Dove batte il cuore delle donne?

di Françoise Gehring, candidata al Municipio di Mendrisio

“Dove batte il cuore delle donne?”. Non è il titolo di un romanzo rosa, bensì di un saggio sulla partecipazione politica delle donne in Italia e che in gran parte ci riguarda. Parla di un complesso mosaico le cui tessere sono modelli femminili e gerarchie di valori tuttora contrapposti anche se, proprio da parte delle donne, sta arrivando comunque un segnale di maggiore disponibilità a mettersi in gioco su un terreno tradizionalmente ostile come quello della politica, con codici di comportamento formati e creati a misura d’uomo. Comportamenti che, rispetto a un recente passato, oggi si stanno riaffermando con modalità anche piuttosto aggressive, spinte dalle ambizioni personali di coloro che sono disposti a tutto per raggiungere i propri obiettivi.

Sono passati tanti anni, qualcosa è cambiato grazie a donne capaci e tenaci. Ma la questione femminile rimane di assoluta attualità, specialmente quando dalla difesa dei principi per le pari opportunità – con cui tutti si sciacquano la bocca quando si tratta di mere enunciazioni – si passa a giocare la partita sul terreno.

E ora che le donne riescono a occupare degli spazi, diventano avversarie addirittura all’interno dello stesso partito. Come fare a non capire, dunque, che molte donne si sentono lontane, estranee a tanti miserabili giochi di potere, preferendo dedicarsi a cose più vicine al loro modo di fare e sentire? Il fatto è che l’ordine simbolico si evolve con lentezza e il percorso di ogni donna nel cercare di costruire il senso di sé e trovare il suo posto nel mondo, è pieno di rischi. Oggi più di ieri.

Le spinte regressive si stanno infatti manifestando a più livelli attraverso una restaurazione culturale che si palesa con chiarezza. Perciò le donne sono condannate a lottare. Il problema non è quello di raggiungere posizioni più alte all’interno di un sistema patriarcale, ma di portare valori femminili in un mondo umano.

Il nodo da sciogliere non è affatto semplice, perché, per portare valori più vicini alle biografie femminili dove mancano, non ci sono molte soluzioni. O si cerca di entrare nei palazzi della politica usando le strategie che teoricamente garantiscono i risultati migliori per poi portare avanti una politica che tenga conto della diversità di genere. O dal di fuori si cerca di cambiare la prospettiva.

Sono convinta che le due opzioni non si escludono a vicenda, ma in qualche modo rappresentano la quadratura del cerchio, ossia: entrare nelle stanze del potere, senza diventare uguali agli uomini, ma prendendosi gli stessi diritti e rivendicando un medesimo metro di giudizio. E soprattutto conservando intatta la capacità di mettere cuore in ogni progetto.