Strade da progettare con obiettivi di qualità

di Bruno Storni, membro del Gran Consiglio

Il Gran Consiglio ha recentemente approvato il credito per la progettazione del collegamento A2-A13, variante in galleria, presentato dal consigliere di Stato Claudio Zali, il quale, per evitare il rischio di buttare denaro a fondo perso, si è garantito l’impegno, per quando ci saranno i mezzi, della Confederazione.

Ciononostante, non tutti erano d’accordo su questa scelta ritenuta troppo costosa e quindi più difficile da realizzare, come abbiamo potuto anche leggere nel rapporto commissionale: «La Commissione è d’altronde cosciente che la variante 6a ha il vantaggio politico di creare meno proteste e polemiche in Ticino poiché non andrà a stravolgere il Piano di Magadino. Una scelta politicamente comprensibile, ma non per forza lungimirante per la risoluzione dei problemi viari nel Locarnese».

Ebbene, ritengo che la scelta del tracciato non vada giustificata solo per evitare proteste e polemiche, ma per rispettare il paesaggio del nostro Cantone, un bene di grandissimo valore ormai scarso: progettare una strada con questi obiettivi è un vero e concreto atto lungimirante.

Di danni al nostro territorio ne abbiamo già fatti tanti, ma i problemi del traffico non li abbiamo risolti. In questo senso va chiarito che la nuova strada porterà sì ad accelerare il traffico tra Cadenazzo e Tenero, ma forse neanche fino a Tenero considerato che già ora la Mappo Morettina è in saturazione: con i volumi di traffico attuali sposteremo le colonne da Cadenazzo a Mappo dove siamo già a 45.000, con punte oltre i 60.000 veicoli al giorno.

Come per tutti gli agglomerati del mondo, nelle ore di punta le colonne e i rallentamenti rimarranno, soprattutto se i volumi di traffico motorizzato non diminuiranno. E nuove strade sappiamo generano nuovo traffico. Sicuramente non è l’opzione per il Locarnese che invece dovrebbe contribuire a salvaguardare quel poco di bello che è rimasto in Ticino, il Piano di Magadino, che il Gran Consiglio ha deciso di valorizzare come Parco appena un anno fa.

Solo lo sviluppo del trasporto pubblico programmato con l’apertura della galleria di base del Ceneri potrà contribuire alla declamata «risoluzione dei problemi viari nel Locarnese» e, aggiungo io, sul Piano e oltre.

Dobbiamo porci degli obiettivi di qualità nella progettazione delle strade come si fa da tempo oltre San Gottardo, per esempio la A4, o la A5 tra Soletta e Bienne, o tra Neuchâtel e Yverdon. Oppure, sempre restando in Romandia, la A1 tra Yverdon e Payerne costata miliardi in più per evitare un tracciato che deturpava una bellissima striscia di sponda del lago di Neuchâtel. Il Piano di Magadino vale tanto quanto la piana dell’Aare o i bucolici declivi che si affacciano sul lago di Neuchâtel.

Anche in Ticino siamo già riusciti a evitare disastri, quando per non passare sopra la testa degli abitanti di Faido il Cantone riuscì a spostare il tracciato dall’altra parte della valle. Tracciato molto più difficile e costoso con le gallerie e i ponti che conosciamo: quella è stata lungimiranza.

Pure il tracciato originale di AlpTransit in Ticino non era particolarmente a basso impatto proprio sul Piano di Magadino. Il Cantone fece studiare il progetto AlpTransit Ticino e Berna corresse il tracciato. Questa volta è Berna che ci ritorna il favore scegliendo la variante in galleria.

Se proprio vogliamo risparmiare, riconsideriamo la proposta iniziale della variante scelta che era una galleria a una canna. Come la A4 tra Brunnen e Flüelen, in totale otto chilometri di gallerie a una canna e qualche tratto a cielo aperto per 950 milioni.

Anche qui ci vuole lungimiranza: fra 10-15 anni quando forse avremo il nuovo collegamento, non ci saranno più collisioni tra autoveicoli né in gallerie né all’aperto. La tecnologia c’è già e fra pochi anni sarà di serie su tutti gli autoveicoli. Poi ricordo che anche la Mappo Morettina, pur attraversata ogni giorno da 26.000 autoveicoli, è a una canna e non mi sembra sia disertata malgrado esista un’alternativa in superficie.

Ma lungimiranza ci vorrebbe anche a livello di pianificazione urbanistica oppure nello sviluppo del trasporto pubblico, questo per essere pronti fra quattro anni all’apertura della galleria di base del Ceneri: mi riferisco alle fermate FFS di Gordola, Minusio e Locarno e al potenziamento dell’autoservizio. Ma qui si tira tardi…