Lunga storia non ancora conclusa

di Pepita Vera Conforti, copresidente del Coordinamento donne della sinistra

Abbiamo chiuso il 2015 ricordando i 10 anni dall’introduzione in Svizzera dell’assicurazione maternità – ultimo Paese in Europa ad averla adottata – con una nota amara riguardante un generale peggioramento delle condizioni di lavoro per le neomadri lavoratrici (pressioni, lettere di licenziamento e declassamenti di funzione al rientro dalla maternità). L’abbiamo anche chiuso con un’elezione cantonale che vede un governo tornato tutto al maschile, parallelamente all’avanzata delle donne elette in parlamento, passate da 14 a 22 su 90 deputati, corrispondente al 24,4%.

Apriamo questo 2016 con altri anniversari significativi per la storia delle donne del Paese: 45 anni dal suffragio femminile (1971), 35 anni dall’iscrizione del principio della parità tra i sessi nella Costituzione federale, 20 anni dalla legge federale della parità, dopo che le donne in tutta la Svizzera si erano mobilitate con lo sciopero del 1991 al motto “se le donne vogliono, tutto si ferma”. Anniversari della storia recente che hanno visto madri e nonne, ma anche padri e nonni protagonisti di quelle conquiste.

La metà della popolazione di oggi non era ancora nata quando è stato concesso dagli uomini svizzeri il diritto di voto alle donne. Giustamente le giovani e i giovani di oggi ritengono scontati questi diritti, talvolta senza rendersi conto di come siano stati faticosamente conquistati e di come ancora oggi agiscano gli stereotipi che allora rendevano inimmaginabile una donna alle urne. È quindi particolarmente prezioso il documentario del 2012 di Stéphane Goël – regista romando presente anche all’ultimo Festival del film di Locarno – che racconta la storia del suffragio femminile in Svizzera. “Dalla cucina al parlamento” è un documentario che ripercorre gli eventi salienti tra originali documenti di archivio e interviste ad alcune protagoniste del tempo, e propone lucide riflessioni sui motivi che hanno frenato l’adozione del suffragio femminile in Svizzera, illustrandone le violente campagne contrarie e le ripetute chiamate alle urne prima della decisione favorevole del 1971. Il documentario chiude ricordando una ulteriore e fondamentale conquista: la revisione del diritto matrimoniale del 1987 ad opera della prima consigliera federale; un passo importante che ha permesso di modificare i rapporti decisionali dentro il matrimonio che fino ad allora vedevano la posizione della moglie subordinata rispetto alle decisioni del marito, ad esempio nella scelta di poter lavorare. Ripercorrendo le conquiste dagli anni 70 ad oggi, possiamo ben affermare che le rappresentanti femminili, quando coraggiose e attente alla giustizia, sono state indispensabili per l’adozione di leggi e pratiche politiche a favore della parità tra donne e uomini. Il lungo cammino verso la parità non è ancora terminato, e se sul piano dei diritti molto si è ottenuto, sulla parità di fatto ancora dobbiamo darci da fare, donne e uomini assieme.