Partecipazione: un grande potere per i quartieri

di Françoise Gehring, candidata al Municipio e al Consiglio comunale di Mendrisio

«Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda» (Italo Calvino).

Ripartire dai quartieri e dal contatto con le persone. Perché soltanto in questo modo è possibile intercettare le esigenze reali dei cittadini e delle cittadine, dare loro – come dice Italo Calvino – risposte concrete. La riscoperta e il recupero della partecipazione diretta della cittadinanza facilitano soprattutto la sostituzione dei rapporti di potere attraverso l’instaurazione di relazioni di fiducia.

La mozione per rilanciare i quartieri, presentata da Insieme a Sinistra e dai Verdi, va proprio nella direzione di promuovere una cittadinanza attiva attraverso una maggiore e migliore partecipazione. Ci fa piacere che nel Piano degli indirizzi Mendrisio 2030 l’importanza dei quartieri sia stata recepita anche dal Municipio.

La partecipazione ha un ruolo emancipativo molto chiaro e può, per certi versi, essere anche radicale nella sua funzione di colmare lo spazio fra chi governa e chi è governato, fra chi decide e chi subisce l’effetto delle decisioni. Nelle sue forme più avanzate, la partecipazione può pertanto mettere seriamente in discussione gli aspetti di potere consolidati. Un atto di resistenza, dunque, come esercizio di cittadinanza attiva e, a conti fatti, di vera democrazia.

Il rilancio dei quartieri attraverso la partecipazione attiva, contribuisce allo sviluppo del sentimento di appartenenza, così necessario e vitale dopo un processo aggregativo come quello che ha interessato Mendrisio. Quando le persone partecipano direttamente alla progettazione e alla realizzazione di un’attività o di un progetto, tendono a sentirsi maggiormente coinvolte e corresponsabili del loro successo o insuccesso.

È chiaro che le persone non partecipano tutte allo stesso modo e che non esiste un modo giusto o sbagliato di partecipare: ognuno di noi è portatore di una visione del mondo e di un sistema di valori. Ragion per cui la partecipazione sarà tanto più solida e profonda quanto più saprà riconoscere e valorizzare le diversità personali.

Su questa realtà bisogna cominciare a riflettere seriamente, rendendosi conto che solo una società fondata sul senso civico, cioè costituita da cittadini liberi e consapevoli, che vivono in un sistema di leggi certe e chiare, con diritti individuali garantiti e con poteri di governo limitati e soggetti al controllo dei cittadini, ci permetterà di costruire un futuro equo per tutti. Ci permetterà di fare crescere una città come bene comune e non come mezzo per favorire interessi particolari.