Senza asili nido genitori in difficoltà

di Carlo Zoppi, candidato al Municipio e al Consiglio comunale Lugano

Affidare i propri figli all’asilo nido è ormai diventata una scelta obbligata per tutte le famiglie nelle quali entrambi i genitori devono proseguire la propria attività lavorativa per vivere. Iscrivere i propri figli a queste strutture è tuttavia una scelta dispendiosa, con un costo medio mensile di 1’000.- per bambino.

Questi costi e la necessità per entrambi i genitori di dover continuare la propria attività lavorativa scoraggiano moltissime famiglie a mettere al mondo un figlio. L’ultimo appiglio è rappresentato dai nonni, ai quali spesso viene chiesto di trasferirsi in zona.

La situazione non è rosea nemmeno per chi lavora in queste strutture, professionisti che ricoprono una funzione educativa fondamentale e che troppo spesso ricevono salari inadeguati. In un terzo dei casi si sono rilevati veri e propri casi di dumping salariale.

Spesso si pensa all’asilo nido come a un semplice parcheggio dove affidare i propri figli a educatori specializzati, considerati alla stregua di semplici custodi. Non dimentichiamo che gli asili sono invece un importante luogo di educazione e socializzazione per i nostri figli, oltre che un vitale supporto per le famiglie.

La passione è importante per poter svolgere bene un lavoro e dare il meglio di se stessi con impegno e dedizione. Purtroppo molti giovani educatori formati nelle scuole del Cantone perdono la motivazione a causa dei bassi salari e devono trasferirsi in altri Cantoni, generando una preoccupante perdita di competenze.

Le autorità pubbliche – Cantone e comuni – non possono realisticamente sobbarcarsi tutti i costi. I datori di lavoro e le aziende devono essere maggiormente coinvolti per trovare soluzioni condivise e ottenere i mezzi necessari per supportare finanziariamente gli asili nido e i servizi extrascolastici. In questo modo i genitori impiegati presso le aziende beneficerebbero di un abbattimento dei costi delle rette, a vantaggio di motivazione e serenità sul posto di lavoro. Si otterrebbe cioè un beneficio comune, riducendo inoltre la perdita di capitale umano.

Per permettere un rafforzamento di queste strutture è però necessario chinarsi sulle modalità di finanziamento e sugli attori coinvolti. Invito la classe politica a prendere in considerazione in maniera più seria e concreta le necessità delle famiglie e delle collaboratrici e dei collaboratori dei nidi d’infanzia, favorendo una diminuzione delle rette e una più equa distribuzione dei costi tra tutti gli attori in causa.