Raddoppio? No per un Ticino vivibile!

di Fabio Pedrina

Il Consiglio federale e il parlamento propongono di risanare la galleria stradale del San Gottardo realizzando un secondo tubo: è una decisione errata, in quanto dannosa a livello ambientale, insensata in termini di politica dei trasporti, sconsiderata a livello finanziario e infine anticostituzionale.

In effetti, con la scusa della soletta che era destinata a cadere a spezzoni nel 2025, i fautori cercano di far passare urgentemente dalla porta di servizio, con il cavallo di Troia di una votazione referendaria, un raddoppio che non passerebbe dalla porta principale di una votazione costituzionale.

I costosissimi e impegnativi lavori proposti dalla Confederazione, con importi che oltrepasseranno i 3 miliardi di franchi (cui si aggiungeranno da 25 a 40 milioni supplementari all’anno per la manutenzione), non sono solo lavori di risanamento, ma comportano anche un ampliamento in altezza della galleria esistente.

Per Tir sempre più grossi

Infatti, grazie al pretesto di dover sostituire la soletta intermedia, il progetto del Consiglio federale prevede anche di innalzare lo spazio utile in galleria da 4,50 a 4,80 metri, così potranno passare meglio e in numero più copioso i grossi Tir, oggi di 40t e forse dopodomani di 60t. A pochi mesi dalla votazione si scopre che bastano modesti lavori di manutenzione per assicurare funzionalità e sicurezza del tunnel fino al 2035, senza alcun giorno di chiusura. E dal 2036? Nell’ormai famoso rapporto Ustra non si scrive che la soletta è destinata a crollare, e non si analizzano neppure i possibili interventi, le relative tecniche e i costi ipotizzabili oltre tale data. Quindi un grosso punto di domanda rimane aperto. E il rischio di isolamento triennale, tanto sbandierato dai fautori, si rivela quale presa per i fondelli del popolo.

Premessa per un nuovo Brennero

Altra affermazione di cartapesta: non ci sarà aumento di capacità – sta scritto nella legge – e quindi non aumenterà il traffico. Prima di promettere che una nuova legge sarà rispettata, sarebbe buona cosa che si rispettino le leggi già in vigore, ad esempio quella sul trasferimento o quella sui limiti da porre alle emissioni inquinanti. E si ricordi che in occasione dell’apertura della galleria stradale del Gottardo, il 5 settembre 1980, il consigliere federale Hans Hürlimann affermò solennemente: “Questa galleria non è un corridoio per il traffico pesante”. Da quella promessa siamo passati a oltre un milione di camion all’anno! Oggi la consigliera federale Leuthard non può fare che belle promesse, che rischieranno di rivelarsi una beffa. Purtroppo il proposto raddoppio crea in realtà le premesse per portare anche in casa nostra quel che si vive oggigiorno al Brennero: 2 milioni di camion in transito ogni anno. È questo che vogliamo al Gottardo? A mio avviso un NO si impone per costringere la Confederazione a proporre soluzioni meno costose e meno invasive e, soprattutto, nel rispetto di quanto il popolo ha deciso già nel 1994 e riconfermato con forza nel 2004: valorizzare al meglio gli oltre 20 miliardi caparbiamente investiti negli ultimi 20 anni nelle trasversali alpine, per finalmente concretizzare il trasferimento del traffico di transito su rotaia e per ottenere così un sostanzioso miglioramento della qualità di vita della popolazione oggi e soprattutto per le generazioni future. Un bel NO oggi per un Ticino vivibile e turisticamente attrattivo domani!