Voglio trovare le risposte

di Angelo Mordasini, candidato per la GISO al Consiglio comunale di Cadenazzo

Mi chiamo Angelo Mordasini, ho 18 anni e frequento l’ultimo anno di liceo artistico a Lugano. L’impegno politico sempre presente della mia famiglia, ha inevitabilmente fatto sì che già giovanissimo mi sorgessero delle domande. Perché alcune paesi, come quello da dove viene il mio nuovo fratellino, sono così poveri? Perché i genitori del mio amico devono lavorare così tanto e non parlano bene l’italiano? Perché ci sono le guerre?

Queste domande, da bambino mi parevano insolubili. E anche adesso, sono ben lungi dall’avere una soluzione. Per tutta la mia breve esistenza, queste domande mi hanno accompagnato: pensandoci e ripensandoci e chiedendo agli adulti cosa stesse succedendo al telegiornale, visto che spesso le uniche parti che capivo erano le congiunzioni e gli articoli determinati.

Ho aspettato con ansia di compiere 18 anni e di potermi candidare, perché sebbene ancora non abbia le risposte che cerco, so che posso fare la mia piccola parte per migliorare questo mondo, e di conseguenza anche la vita nel mio Comune.

Non amo le domande come «che temi ti interessano?» perché presumono che ci siano soggetti non meritevoli di interesse. Non è vero, tutto è meritevole di interesse perché credo fermamente che anche la voce più flebile debba essere ascoltata, così come quella più stentorea. Combatto per i diritti dei lavoratori, contro il razzismo, la xenofobia, per la salvaguardia del popolo e dell’ambiente. La mia vita in un Comune multiculturale come Cadenazzo mi ha portato particolarmente vicino alle tematiche riguardanti l’integrazione, la discriminazione e i pregiudizi. Una delle esperienze di cui vado più fiero è stato il periodo di volontariato presso SOS Ticino, in cui ci occupavamo di accudire una vivace marmaglia di piccoli discoli da poco immigrati in Ticino e di insegnare loro l’italiano. Questa esperienza mi ha insegnato quanto poco ci voglia per superare le differenze che ci dividono e quanto sia facile vivere insieme.

Durante la mia permanenza all’interno della Gioventù Socialista ticinese, di cui sono da poco membro di comitato direttivo, mi sono occupato principalmente della campagna per il no al raddoppio del Gottardo. Sono conscio dell’inutilità di tale progetto e dei danni a lungo termine che puo portare. Ho avuto un ruolo importante all’interno del gruppo di lavoro occupatosi del referendum sulla legge per le attività informative, ho prestato il mio volto alla campagna contro la legge sull’apertura dei negozi e più generalmente cerco sempre di essere presente e disponibile all’interno del mio gruppo.

In ambito comunale, vorrei portare alla luce le esigenze dei giovani; nel nostro paese mancano spazi a noi dedicati, e le offerte di svago scarseggiano. Mi candido per ricordare al paese che ci siamo anche noi, e che abbiamo qualcosa da dire, che rifiutiamo lo stereotipo de «i giovani non si interessano alla politica». Inoltre vorrei affrontare i problemi della salvaguardia del territorio, sempre più vittima della cementificazione industriale e commerciale incontrollata, e per quanto concerne l’inadeguatezza di alcuni ambiti cittadini, come l’entrata stradale di Robasacco.