«Tanti i confronti accesi, ma con la regola del rispetto»

Intervista pubblicata il 23 febbraio 2016 sul “Corriere del Ticino”
a Pelin Kandemir Bordoli, membro del Gran Consiglio

È un caso che l’avvicendamento alla guida del gruppo PS sia concomitante con l’entrata in carica del nuovo presidente Righini?

«Si tratta di una decisione concordata e meditata da tempo che non ha nulla a che vedere con la nuova presidenza del partito. Penso che quando si parla di ricambio sia importante prepararlo e permettere a persone nuove di assumersi ruoli di responsabilità. Visto che la decisione era presa e visto che a breve ci sarà una nuova direzione mi pareva il momento giusto per procedere con il cambio anche del capogruppo».

Cosa augura al suo successore?

«Sono sicura che Ivo Durisch saprà fare un buon lavoro, gli auguro di riuscire a mantenere sempre l’equilibrio e una visione politica ad ampio respiro anche in un ambiente a volte un po’ inquinato. E gli auguro di avere le mie stesse soddisfazioni nel ruolo di capogruppo».

Quella in corso sarà la sua ultima legislatura in Parlamento. Significa che poi chiuderà con la politica?

«Faccio politica da quando ero giovanissima, l’impegno per la cosa pubblica e per i temi che mi stanno a cuore, come quelli della giustizia sociale e della pari opportunità, mi vedranno sempre attiva».

Azzardiamo un’ipotesi. Lei potrebbe essere indicata da suo gruppo per la seconda vicepresidenza del Parlamento che la renderebbe prima cittadina alla fine di questa legislatura. È solo fantasia o un’ipotesi plausibile?

«È un tema che abbiamo accennato in gruppo e su cui il gruppo si esprimerà prossimamente».

Qual è stato il momento più bello in questi anni a capo del gruppo PS?

«Ve ne sono diversi, come capogruppo ci si trova ad occuparsi di tutti i dossier politici e a me personalmente oltre ai temi di giustizia sociale mi hanno appassionato molto i temi fiscali. E ricordo con particolare piacere la vittoria al Tribunale federale sull’amnistia fiscale cantonale. Oltre ai temi si ha occasione anche di incontrare e di confrontarsi con diverse persone e devo dire che spesso questi incontri mi hanno permesso di imparare molto e di crescere anche personalmente».

E quello da dimenticare?

«In genere i dibattiti sulle finanze cantonali, ho sempre più l’impressione che diventano esercizi più contabili che politici. Senza misconoscere l’importanza dei mezzi finanziari, ho l’impressione che manca una visione sul futuro del nostro Cantone e sul tipo di sviluppo che vogliamo».

Con quale collega degli altri partiti ha avuto gli scontri politici più accesi?

«A dipendenza dei temi ho avuto dei confronti accesi con i diversi capigruppo, mi sono però sempre attenuta alla regola di avere rispetto delle persone e di confrontarmi e a volte scontrarmi anche aspramente sulle proposte o idee esposte».

Cosa significa essere capogruppo di un partito di Governo che, permetta, agisce spesso come se stesse all’opposizione?

«Mi pare che attualmente tutti i partiti sono sia in Governo che all’opposizione allo stesso tempo. Personalmente ho sempre dimostrato la disponibilità del mio gruppo a discutere e a cercare dei compromessi ragionevoli, lo dimostrano momenti anche molti critici come il Preventivo 2013. Purtroppo non sempre ho trovato la stessa disponibilità negli altri gruppi. In ogni caso ho sempre per correttezza e trasparenza annunciato l’opposizione del mio partito o gli eventuali referendum sulle misure puntuali assumendomi anche la responsabilità».

Gianni Righinetti