Si guardi alla razionalità!

di Bruno Cereghetti

Poi ognuno decida come vuole, a partire dalla propria coscienza e dal proprio senso dello Stato, ma di grazia lo si faccia a partire da presupposti cartesiani e non da invenzioni forzate ad arte al solo scopo di bloccare il tutto in perfetto stile Neinsager. Analizziamo gli ultime sei artifici dei contrari in ordine di tempo.

Il primo: quello secondo cui la perizia dello Studio Balser&Partner (B&P) direbbe che bastano dei lavori di rattoppo alla soletta per risanare il tutto. A che pagina sta scritto questo? Risposta: su nessuna. La perizia dice che con lavori di rattoppo la soletta tiene fino al 2035. Ciò significa, cartesianamente, che dal 2036 la soletta, con questi soli interventi d’urgenza, non regge più. Ergo, bisognerà chiudere il tunnel per risanare il tutto. E siamo esattamente allo stesso punto di adesso.

Il secondo: quello, conseguente, del festina lente, o “affrettati lentamente”, tanto di tempo ce n’è. Ora si pensi solo che se si imponesse il no il prossimo 28 febbraio, l’autostrada viaggiante (Rola) – opera provvisoria e unica alternativa oggi sul tappeto – non sarà pronta prima del 2028, se non ci sono troppi ricorsi al Tribunale federale. Il fatto che la soletta possa tenere fino al 2035 è da interpretare come un benvenuto cuscinetto di sicurezza che permette di affrontare le incognite che possono sopravvenire cammin facendo in un progetto completo, sensato e imprescindibile di risanamento. Ma si deve in ogni caso decidere oggi se si vuol ossequiare il sano principio di responsabilità a cui il popolo è chiamato dalla nostra Costituzione.

Il terzo: la cinica monetizzazione del prezzo delle vite umane salvate nel tunnel del San Gottardo con la sicurezza del secondo tubo, di matrice zurighese (NZZ), lanciata nella martellante campagna finalizzata a una sola cosa: trattenere i soldi per la rete stradale zurighese e sbeffeggiando, con arroganza e supponenza, la solidarietà e la coesione nazionale. Questo argomento, per la grettezza e la meschinità di cui è intriso, è da rigettare senza appello per la sola e semplice ragione che è lo stesso di chi, con barbara sicumera, vuole bloccare le ricerche in determinati ambiti sanitari (oncologico in primo luogo), la cura per le malattie rare, o gli screening preventivi nella popolazione, perché per salvare relativamente poche vite umane il bilancio non è economicisticamente redditizio.

Il quarto: il paragone con il segreto bancario, che veniva indicato come non negoziabile e poi finito come è finito per i cittadini stranieri. Questo accostamento non regge, sotto il profilo della logica, per una semplice ragione: il segreto bancario non era iscritto nella Costituzione. Questo il solo motivo per il quale è stato deciso di abbandonarlo nella misura e nei tempi in cui è stato fatto, in omaggio alla ragion di finanza internazionale. Diverso invece, già oggi, è il discorso per la votazione del 9 febbraio 2014, dove l’articolo costituzionale sta bloccando le relazioni con la CE perché la Svizzera non può ignorarlo senza che una votazione popolare ne cambi il dettato odierno. E l’Europa non può far nulla d’imperio, al punto che in caso estremo possono addirittura crollare gli Accordi bilaterali. Ebbene, la stessa cosa capiterà per le paventate, ma tutte da dimostrare, pressioni europee per la liberazione delle quattro corsie: senza il voto popolare svizzero nulla potrà nemmeno la potente Europa.

Il quinto: le solette si alzano per permettere il passaggio di camion più capienti, e quindi per sola eurocompiacenza. Intanto l’altezza delle solette è definita dalle nuove norme SIA, svizzere che di più non si può. Ma in ogni caso i portali non si possono toccare, in quanto protetti. E allora: come potranno circolare i camion immensi all’interno della galleria se nemmeno possono entrarci?

Il sesto: anche con una sola corsia di marcia per tubo, i camion del Brennero si riverserebbero sul San Gottardo perché più comodo. Ma chi è quel camionista minimamente intelligente che si metterebbe in fila giorni e giorni sulle piazze di sosta forzata ticinesi, perché con il dosaggio dei trasporti, che resterà come oggi, la capacità non aumenta?

In conclusione: la decisione del 28 febbraio è determinate per il Ticino e la Svizzera. Per la decisione si guardi dunque alla razionalità di Cartesio, non lasciandosi attrarre dal canto delle sirene conservatrici. Che, come ammonisce Omero, è letale. Ulisse, per sfuggire al canto delle sirene, si è fatto incatenare alla nave. A noi invece è sufficiente deporre un sì convinto, sensato e razionale nell’urna.