Scenari orwelliani in Svizzera? No all’iniziativa Udc di ‘attuazione’

di Sergio Roic

Sono in molti a essere preoccupati per l’avvenire del nostro Paese, la Svizzera, se la votazione popolare a livello nazionale a proposito dell’iniziativa di “attuazione” sarà approvata dal popolo e dai cantoni il 28 febbraio prossimo. Tale è pure la posizione dell’intero arco politico elvetico (all’infuori dei proponenti, l’Udc, e della Lega) e di numerose associazioni, che si sono spese per condannare questa iniziativa disumana e ripetitiva, che nuoce sotto parecchi punti di vista alla Svizzera come Stato di diritto.

Vediamoli, allora, questi motivi per cui il voto a favore dell’iniziativa di “attuazione” pregiudicherebbe fortemente la posizione della Svizzera in ambito internazionale, ma che risulterebbe fortemente iniqua pure sul piano nazionale.

Cominciamo allora da quest’ultimo piano, quello nazionale: che cosa sta scritto sui frontespizi delle aule penali e che cosa pensiamo allorché ci rivolgiamo alla giustizia per dirimere problemi e per punire i colpevoli? Sta scritto e pensiamo “la giustizia è uguale per tutti”. Con l’applicazione dell’iniziativa dell’Udc essa non sarebbe affatto uguale per tutti ingenerando uno statu quo di tipo orwelliano (ricordate il terribile romanzo “1984” di George Orwell?) in cui un intero Paese sarebbe proteso nella ricerca di una minima mancanza da parte dei due milioni di cittadini stranieri che lo popolano onde espellerli. Questo, d’altronde, è il vero proposito dell’Udc che sbandiera cifre di più migliaia di stranieri “espellibili” come una sorta di vittoria qualora l’iniziativa fosse approvata. Da dove proviene questo furore espulsionista? E a chi giova, fermo restando che gli stranieri che si macchiano di crimini gravi – ma non sono molti – sono comunque espulsi anche in assenza degli “automatismi” proposti dall’Udc? L’Udc cerca forse di instaurare un clima isterico nel Paese con veri e propri metodi di “caccia allo straniero” per ogni minima mancanza commessa? Per non parlare della chiara ingiustizia per essere condannati diversamente (dagli svizzeri di passaporto) avendo commesso uno stesso reato, un absurdum in tema di giustizia. Per quel che riguarda il piano internazionale, invece, è presto detto che la Svizzera incorrerebbe in caso di approvazione dell’iniziativa e di “furore espulsionista” in una miriade di ricorsi presso le corti internazionali dei diritti dell’uomo, con tutta una serie di polemiche (e spese) in questo ambito. Inoltre, anche i già fragilizzati rapporti con l’Ue, che dovranno essere risolti con un’attenta politica di negoziazione, sarebbero ancora una volta compromessi da un’iniziativa chiaramente ingiusta che ovviamente riguarderebbe cittadini che sarebbero espulsi per delle marachelle anche verso Paesi dell’Ue. Si badi bene: si tratterebbe anche di cittadini nati e cresciuti in Svizzera, espulsi d’improvviso dal Paese dove sono nati per lievi mancanze.

Per tutti questi motivi ritengo che l’iniziativa di “attuazione” sia chiaramente disumana, vessatoria nei confronti di una parte della popolazione residente ed ingiusta.

Invito quindi i cittadini a porre un No nell’urna il 28 febbraio quando si recheranno al voto in merito all’iniziativa di “attuazione” dell’Udc.