No all’iniziativa discriminatoria sui matrimoni

di Raoul Ghisletta, membro del Gran Consiglio

Il PPD pretende che l’iniziativa popolare “Per il matrimonio e la famiglia – No agli svantaggi per le coppie sposate” elimini delle discriminazioni. Non è la verità completa ed in realtà è un errore inserire nientemeno che nella Costituzione federale delle disposizioni che riguardano la fiscalità e l’AVS. Aggiungasi che mettere nella Costituzione quello che chiede il PPD crea altre discriminazioni, basate sul sesso, e impedisce per il futuro l’adozione dell’imposizione fiscale separata dei coniugi, come avviene nella maggior parte degli altri Stati. Si rimarrebbe quindi bloccati nell’evoluzione normale delle leggi.

A trarre immediato vantaggio dal modello PPD sono sostanzialmente le coppie che hanno redditi lordi oltre i 100’000 fr, a patto che entrambi i coniugi lavorino: in totale sono 80’000 coppie in tutta la Svizzera. Negli altri casi i coniugi sono già avvantaggiati o perlomeno non svantaggiati. E che facciamo in questo caso? Vogliamo fare pagare di più le coppie avvantaggiate?

Non dimentichiamo poi che in Svizzera le persone che vivono da sole sono in maggior numero di quelle che vivono in coppia: e che numerose persone che vivono da sole sopportano spese importanti per l’alloggio, l’auto e altri beni, che non le avvantaggiano certo rispetto alle coppie che possono condividere tali beni. Anche qui che facciamo, signori del PPD, per correggere questo fenomeno?

A ciò si aggiunga che nel sistema AVS i coniugi oggi ricevono dei vantaggi per un totale di 800 milioni di franchi annui secondo uno studio federale. Stessa domanda: che facciamo per eliminare le discriminazioni dei single?

La proposta PPD sancirebbe infine il divieto del matrimonio tra persone del medesimo sesso: una norma nella Costituzione sarebbe un macigno molto pesante ed impedirebbe al Parlamento di legiferare nell’ambito del Codice civile, adeguandosi all’evoluzione sociale. È una scelta sbagliata, e lo dico nel pieno rispetto di tutte le opinioni al riguardo. No quindi a un’iniziativa che inserisce norme inadeguate e discriminatorie nella Costituzione federale.