Certo che sì

di Michele De Lauretis

Ho votato un sì convinto al completamento della rete stradale sotto il massiccio del San Gottardo.

Da socialista constato che il mio partito in Ticino è fortemente contrario al secondo tunnel, ma constato altresì che stando a un sondaggio esperito nei giorni scorsi più di un terzo dei socialisti svizzeri voterebbe come me.

Del resto il fatto che fior di personaggi di destra siano schierati in Ticino per il no mi convince che non si tratti di un argomento “spartiacque”.

Pur essendo stato per lo più all’estero negli ultimi tre mesi ho avuto occasione qua e là di leggere interventi pubblici sul voto. Mi hanno stupito due cose. La prima è la grande animosità dei contrari, battaglieri va bene, ma non di rado anche aggressivi, una virulenza che stona con la pacatezza negli interventi dei favorevoli.

La seconda è la forte differenza fra dati di fatto e semplici ipotesi. È incontrovertibile che non si potrà aumentare la capacità di transito (art 3a cpv 2 in votazione) e che se lo si volesse fare occorrerebbe anche chiamare il popolo a rivotare l’Iniziativa delle Alpi (cosa peraltro fattibile come del resto è fattibile un nuovo voto sul 9 febbraio); solo in quel caso e dopo un ripensamento popolare si potrebbe avere in futuro un Gottardo come il Seelisberg, due tunnel a doppia corsia e 100 km/h, scenario che certo non dispiacerebbe a molti automobilisti nella Confederazione. Ma qui non è il caso.

È altresì noto che il numero di camion in transito sta calando, che la qualità dell’aria è in lento miglioramento e che se il Mendrisiotto ha problemi viari e di inquinamento lo deve essenzialmente all’elevato numero di frontalieri e a forti attrattori di traffico come il Foxtown.

Di fronte a queste “semplici verità” mi meraviglia un po’ constatare che l’argomento principe dei contrari sta a metà fra la dietrologia e la chiromanzia. Sfiducia totale nei confronti del Consiglio federale, ipotesi apocalittiche di ogni genere fra dieci, venti, trent’anni e ci manca solo di sentire che gli extraterrestri invaderanno il pianeta grazie al secondo tunnel.

Ho attraversato tantissime volte il tunnel del San Gottardo. L’ho sempre fatto sentendomi a disagio e con grande inquietudine, incrociando auto e camion a poche decine di centimetri da me. Percorrere 17 chilometri in una galleria non è uno scherzo e prima ancora del lungo isolamento da cui verrebbe colpito il cantone mi sta a cuore la questione sicurezza. Un senso di marcia unico con una corsia di emergenza a fianco mi pare non solo cosa giusta, ma dovuta. Da trentacinque anni.