Effetti positivi anche in Svizzera

Intervista pubblicata su “la Regione”
a Marina Carobbio, consigliera nazionale

Volete raggiungere un obiettivo lodevole con mezzi totalmente inadeguati. Marina Carobbio, consigliera nazionale (Ps), cosa risponde?

Non è vero. Anzitutto con questa iniziativa si tematizza una questione di grande importanza: gli effetti della finanza sulle crisi alimentari globali. E poi, come rileva l’economista Sergio Rossi, l’iniziativa avrebbe effetti positivi anche in Svizzera, rafforzandone il sistema finanziario.

Un divieto limitato alla Svizzera avrebbe un’influenza minima sui mercati globali: sarebbe inefficace.

No. Per l’economia svizzera gli effetti negativi causati da queste operazioni speculative diminuirebbero: il sistema sarebbe quindi meno instabile. E poi nell’Ue e negli Usa sono già stati introdotti dei limiti a contratti speculativi nocivi.

L’oscillazione dei prezzi non è dovuta solo alla speculazione, però.

Le oscillazioni di prezzo dovute a investimenti speculativi sono più forti per alcune materie prime (il caffè, ad esempio) che non per altre (come il riso). Noi non diciamo che la speculazione è l’unico fattore. L’andamento dei prezzi dipende anche da altri fattori, certo. Tuttavia, vari studi realizzati dopo la crisi alimentare del 2007-2008 hanno mostrato l’incidenza degli investimenti speculativi sui repentini cambiamenti dei prezzi di caffè, zucchero e cereali. Nel 2000, il 20% dei contratti sui mercati a termine delle materie prime servivano a puri investimenti in capitali; oggi siamo oltre l’80%.

Perdita di posti di lavoro e di introiti fiscali, costi enormi per effettuare i controlli. Non temete tutto questo?

Ogni qualvolta si vuole intervenire sui mercati finanziari si agita questo spauracchio. Ma l’iniziativa non farà diminuire i posti di lavoro! Semmai favorirà la nostra agricoltura. Gli iniziativisti hanno già elaborato – con l’ausilio di economisti – un concetto di attuazione: l’iniziativa può essere attuata differenziando – come già si fa nell’Ue e negli Usa – tra l’attività commerciale non speculativa sulle derrate alimentari (hedging), che verrà mantenuta, e la vera e propria speculazione, senza creare un eccessivo carico burocratico per gli accertamenti.

Nella nuova Legge sull’infrastruttura finanziaria sono stati inseriti limiti alla speculazione sulle derrate alimentari tramite derivati. Non basta?

No. È grazie anche all’iniziativa se questo passo è stato fatto, purtroppo però il Consiglio federale non indica come vuole limitare i contratti a termine. Ecco perché bisogna vietare la speculazione nociva, come chiede l’iniziativa.