Inutile e dannosa

di Pepita Vera Conforti

Nessuno è entusiasta quando deve pagare le imposte, figuriamoci se a parità di reddito con altre situazioni ci tocca pagarne di più. È quello che al momento succede con un limitato gruppo di contribuenti, il 5% delle coppie sposate a doppio reddito che pagano una cifra più alta di imposta federale diretta rispetto a coppie conviventi con medesimo reddito.

I Cantoni hanno trovato soluzioni per ovviare a questa ingiustizia anche se poi sono proprio i concubini ad avere una situazione di svantaggio. Invece a livello federale i lavori si sono arenati a più riprese.

Se passasse l’iniziativa non cambierebbe nulla per questo gruppo di contribuenti perché tutto dovrebbe ripartire dalle proposte governative e seguire l’iter parlamentare.

Se passasse l’iniziativa solo una strada resterebbe aperta al Governo, una strada collaudata ma vecchia, non più al passo con i modi e i tempi del lavoro di uomini e donne. Oggi si stima che la parità tra uomini e donne dovrebbe passare anche attraverso un sistema individuale di imposizione, che preveda correttivi, in particolare per la nascita e la cura dei figli, ma che privilegi e valorizzi l’autonomia professionale di ciascuno in un sistema di aiuto reciproco nella coppia. Se passasse l’iniziativa, tutto questo non sarebbe possibile e la perdita importante di risorse (si stima 2,3 miliardi di minor entrate) peserebbe su tutti i contribuenti.

Se passasse l’iniziativa la discussione avviata nei mesi scorsi sulle unioni civili subirebbe un immediato arresto in quanto l’iniziativa, inutile sul piano pratico a risolvere il problema dell’ingiustizia, introduce nella Costituzione una definizione restrittiva di matrimonio (presente solo nel Codice Civile). Per questi motivi voto no all’iniziativa “Per il matrimonio e la famiglia. No agli svantaggi per le coppie sposate”, perché è inutile per risolvere il problema che denuncia, dannosa per la parità e discriminatoria nei confronti delle coppie omosessuali.