L’orologio della storia torna indietro con il Ppd

di Ornella Buletti

Ci sono iniziative popolari che fanno proprio male alla democrazia perché riportano indietro il Paese.

Quella sulla famiglia in votazione il prossimo 28 febbraio è una di queste. Sacrosanta è la necessità di eliminare la discriminazione di quelle famiglie a doppio reddito (sono 80’000 e hanno reddito alto) che pagano un’imposta federale diretta molto più cara dei concubini con situazione di reddito uguale. Il parlamento deve attivarsi con più convinzione e trovare una soluzione accettabile, senza però ridurre le capacità finanziarie dello Stato.

La proposta Ppd chiede di eliminare una discriminazione, che è già considerata tale dalla Costituzione, ma aggiunge anche una definizione del matrimonio molto restrittiva. Pensate che neppure i legislatori degli anni 40 hanno ritenuto indispensabile mettere una definizione simile, invece il Ppd ha pensato bene che nel 21esimo secolo fosse necessario.

Si vede che le discussioni sulle unioni civili hanno fatto paura al Ppd spingendolo a far scattare le lancette della storia all’indietro. Non caschiamoci però, la Costituzione prevede già il divieto di discriminazione e non sarà votando l’iniziativa che magicamente sarà eliminata la discriminazione, perché saranno poi il Consiglio federale e il parlamento che dovranno trovare una soluzione.