Iniziativa delle Alpi: ieri, oggi e dopodomani!

di Fabio Pedrina

Il 29 gennaio questo giornale ha ospitato un parere di Franco Celio che si è espresso con toni inusitatamente acidi nei confronti dell’Iniziativa delle Alpi e, senza far nomi ma in modo evidente, del sottoscritto. Celio purtroppo guarda soprattutto a ritroso e non al domani e al dopodomani, cosa che invece ha fatto e fa ancora l’Iniziativa delle Alpi, tanto come fa lucidamente e argutamente il suo compagno di partito Arnaldo Alberti (se non erro, appartenente alla stessa ala liberale-radicale di cui Celio dovrebbe far parte).

Ricordo ai lettori che l’Associazione Iniziativa delle Alpi gode sin dalla sua fondazione di un appoggio trasversale ai partiti, appoggio su tutto il territorio nazionale che l’ha portata a crescere costantemente grazie al sostegno finanziario di decine di migliaia di persone che ne hanno portato il budget dai 500mila fr. dei tempi dell’iniziativa nel 1994 agli oltre 3 milioni attuali, tutti contributi – piccoli e meno piccoli – che giungono spontaneamente da giovani, meno giovani e anziani, dipendenti e liberi professionisti, operai, impiegati e banchieri (sì ci sono anche quelli!). Sono tutte persone che hanno dato fiducia all’idea di fondo che ha ispirato e ispira l’iniziativa approvata dal popolo nel 1994, ossia creare le premesse per una fattiva protezione a lunga scadenza dello spazio alpino, mettendo al guinzaglio uno dei principali attori del suo possibile sconquasso definitivo, ossia il traffico, quello pesante in particolare. Quindi un’organizzazione, quella che ho avuto il privilegio e il piacere di presiedere per oltre un decennio, che guarda soprattutto al domani e al dopodomani, nostro e dei nostri figli.

Riguardo all’azione politica del compagno Leuenberger, tanto per dir qualcosa anche sul passato, Celio omette da storico di ricordare ai lettori che la calata di braghe che ha portato da 600 a ca. 300 fr. la tassa sul transito era stata conseguenza di due fattori principali: da un lato il prezzo da pagare per l’apertura dei cieli europei all’allora Swissair (sostenuta con i Bilaterali anche dal suo partito), dall’altro il sabotaggio dell’Astag (l’associazione degli autotrasportatori svizzeri) che nel bel mezzo della trattativa con il suo intervento a Bruxelles ha azzoppato la posizione svizzera. Gli stessi autotrasportatori che oggi sostengono in modo sguaiato un Sì alla barzelletta del “tunnel di risanamento” e dell’isolamento del Ticino… ghignando sotto i baffi per chi se la beve. Stupisce per contro la piena fiducia oggi accordata da Celio a quella inaffidabile Berna federale, da lui aspramente criticata di recente sulla rivista ‘3 Valli’ per l’imbroglio di AlpTransit, una Berna che logicamente dovrebbe cedere alla prossima occasione di raffreddore in quel di Bruxelles (… e dai segnali che arrivano non credo neppure io che potremo star tranquilli nei prossimi 10 o 20 anni). Già, stranamente questa volta lui e le dirigenze degli accaniti antieuropeisti (con in testa Udc e Lega) appaiono proprio tutti imboniti dalla nuova Commissaria ai trasporti europea che con una bella letterina scrive a Leuthard che va tutto bene: ve ne lasciamo fare 4 di corsie anche se ci promettete di volerne usare solo 2! Sapendo cosa si sta muovendo sul canale di Suez, nei porti liguri e a Rotterdam (si va verso il raddoppio delle capacità), bisogna proprio mettere delle fette di salame sugli occhi per non vedere che questa è la premessa per trovarsi fra qualche anno il Ticino trasformato in un 2° Brennero, grazie al bel raddoppietto che si vuole imporre con raggiri diversi (tanto per intenderci, con 2 milioni di camion in transito all’anno, il doppio degli attuali al Gottardo). Sui drammi economici per la Leventina e il Ticino preconizzati da Celio e, in generale, dai fautori spero di aver modo di tornare nella rubrica ospiti, una questione che non può essere liquidata in due righe.

Ma la migliore risposta a Celio in merito ai disastri la dà proprio Arnaldo Alberti, politicamente vicino di banco – tanto per evidenziare come su questo tema le barriere partitiche sono irrilevanti –, ciò nell’altra metà di pagina 22 della ‘Regione’ del 29.1, pagina che invito i lettori ad andare a rileggersi. Poi ci si prenda il tempo e la libertà mentale per capire la reale posta in gioco del raddoppio proposto e per dar importanza non al domattina, ma al dopodomani, alla salute e alla qualità di vita dei nostri figli, per un Ticino veramente sostenibile (e oggi non lo è!).