Inutile e controproducente

di Manuele Bertoli, consigliere di Stato

L’iniziativa sugli stranieri che hanno commesso reati, su cui andremo a votare il prossimo 28 febbraio, altro non è che una prova di forza di una parte della politica. Una prova di forza inutile e controproducente, che in più usa il popolo per demolire proprio uno dei vanti della tradizione svizzera.

È inutile, perché l’attuazione effettiva dell’iniziativa sugli stranieri che commettono reati approvata nel 2010 è già pronta. Il testo legale è stato votato dall’Assemblea federale ed entrerà in vigore automaticamente se l’iniziativa bis non dovesse essere accolta. La riforma adottata dal Parlamento è una soluzione equilibrata e rispettosa del ruolo del giudice, che distingue effettivamente tra reati importanti, per cui è prevista l’espulsione dello straniero, e altre casistiche minori. La proposta che andrà in votazione il 28 febbraio è invece grossolana, poco dignitosa per un Paese con una lunga tradizione civile come il nostro.

È inoltre controproducente, questa nuova iniziativa, perché aggiungerebbe un problema in più al già difficile rompicapo nelle relazioni tra Svizzera ed Europa, che i difficili negoziati partiti dopo il voto del 9 febbraio 2014 stanno faticosamente cercando di risolvere.

Proposte estreme come quella in votazione, oltre a offendere il senso profondo di giustizia, sono un danno economico per la Svizzera. La stabilità e la certezza del diritto rappresentano infatti dei punti di forza del nostro Paese, che l’accettazione di questa proposta rimetterebbe in discussione. L’iniziativa non solo non serve a raggiungere lo scopo che si prefigge, ma risulta anche dannosa complessivamente, poiché, se accolta, indebolirebbe la Svizzera nel contesto internazionale.

Di tutto abbiamo bisogno, fuorché di indebolire ulteriormente la nostra posizione. Severità e giustizia possono andare di pari passo. Lo abbiamo sempre saputo dimostrare al mondo. Non facciamoci del male, diventando ingiusti solo perché cediamo alle paure orchestrate dalla propaganda.