No al raddoppio: per respirare meglio!

di Marina Carobbio Guscetti, consigliera nazionale

Sarà perché i più strenui fautori sanno – ma non lo ammettono! – che un raddoppio della galleria autostradale al Gottardo porterà con sé inevitabilmente più traffico che loro usano, a sproposito, l’andamento dei valori d’inquinamento in Ticino per sostenere la loro tesi. Più traffico, però, significa più inquinamento dell’aria e quindi più danni alla salute, oltre che all’ambiente.

Il miglioramento della qualità dell’aria in Ticino non vuol dire che la situazione sia soddisfacente. Come si evince dal sito dell’Ufficio federale dell’ambiente e del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino, benché dalla metà degli anni Ottanta in Svizzera la qualità dell’aria è in continuo miglioramento, il carico di polveri fini respirabili (Pm10), ozono e ossidi di azoto resta tuttavia superiore ai valori limite d’immissione fissati dalla legge. Limiti che, per altro, per quanto riguarda le particelle fini, non tengono in considerazione, accanto alle Pm10, di quelle ancora più piccole e dannose, come le Pm2,5, per le quali finora non è fissato nessun limite.

Ci sono tante ragioni per essere contrari alla seconda galleria autostradale: dal non rispetto dell’Iniziativa delle Alpi alla messa a rischio della politica di trasferimento delle merci su rotaia, fino alle conseguenze per la qualità di vita, per l’ambiente e, appunto, per la salute dei ticinesi e degli abitanti dell’arco alpino. Sono rimasta sconcertata dal commento del consigliere di Stato Paolo Betraminelli che, inserendosi in questo dibattito, candidamente ha dichiarato su Facebook “se vogliamo parlare di protezione della salute sarebbe molto utile evitare il fumo passivo, evitando ad esempio di fumare in auto e nei locali chiusi”… Certo, dobbiamo fare di tutto per diminuire il fumo passivo (e ci mancherebbe!), ma quando parliamo di inquinamento dell’aria e di salute, dal nostro ministro della sanità mi sarei aspettata ben altro.

Nonostante la diminuzione dei valori, il traffico stradale rimane la causa principale delle emissioni di ossido di azoto e una fonte rilevante di polveri fini. Come si evince in più pubblicazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) degli ultimi decenni, il traffico è il maggiore fattore d’impatto ambientale lungo gli assi alpini.

Lo studio svizzero sull’inquinamento atmosferico e le malattie respiratorie Sapaldia, condotto anche in Ticino, ha mostrato “… che il 70 per cento della popolazione residente nella parte meridionale del Cantone è esposta a una media giornaliera di oltre 30 microgrammi di polveri fini per metro cubo d’aria (µg/m3), contro solo il 3 per cento a livello nazionale. Per contro, solo l’8 per cento dei residenti nel Ticino meridionale vive in un ambiente con valori inferiori al limite di 20 µg/m3, contro il 60 per cento del resto del Paese”. Non è quindi un caso che negli ambienti scientifici svizzeri e ticinesi ci sia preoccupazione. Oltre al citato studio, anche ricerche dell’Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero di Basilea mostrano gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute a causa del traffico sull’autostrada A2, effetti che vanno da un aumento delle malattie respiratorie in adulti e bambini a problemi cardiocircolatori fino a una diminuzione dell’aspettativa di vita, e che peggiorerebbero con il raddoppio. Dimostrata questa correlazione non può esserci che una risposta: diminuire il traffico motorizzato, compreso quello di transito!

Onorevole Beltraminelli, sì, impegniamoci insieme per ridurre il fumo passivo – io ci sto. Ma impegniamoci anche per ridurre l’inquinamento dovuto al traffico motorizzato. Usando le parole della nota giornalista ed ecologista Naomi Klein, chiamata di recente a tenere un discorso addirittura anche al Vaticano: “Smettete di fare del difficile il nemico del possibile e unitevi a noi per rendere il possibile reale” la invito di dire No al raddoppio, per respirare meglio!