Il reddito di base

di Enrico Geiler

Mercoledì 20 gennaio è andata in onda su Teleticino la trasmissione I conti in tasca, dibattito diretto da Alfonso Tuor. Tema: Il reddito di base.

Ospiti presenti favorevoli Martino Rossi (economista-PS), Pierluigi Zanchi (imprenditore), contari Amalia Mirante (economista-docente USI/SUPSI), Alex Farinelli (economista-PLRT).

Dibattito acceso, ovvio considerato il tema. Ma a mia grande sorpresa scopro che tra i contrari c’è Amalia Mirante. Ma non era candidata al CS per il PS. Allora cosa ci fa tra i contrari al reddito di base? Il reddito di base è uno degli obiettivi dello stato sociale caro al PS, tema pure attuale a Davos in considerazione della perdita di posti di lavoro dovuti all’automazione e razionalizzazione.

Seconda sorpresa: gli argomenti sfoggiati da Amalia Mirante sono tutt’altro che sociali. Nega per principio la possibilità di introdurre il reddito di base a causa del suo costo insostenibile. Si permette anche di interrompere con sfacciataggine gli altri oratori con osservazioni estemporanee (purtroppo non sanzionate dal moderatore). Ricorre spesso alla domanda “ma chi paga tutto questo?” scimiottando l’economista borghese al suo fianco e dimostrando di non aver capito che si tratta di ridistribuire più equamente beni e servizi che già esistono e/o che vengono costantemente prodotti, in modo che possano usufruirne anche gli esclusi dal processo produttivo. Ovviamente anche il lavoro per produrre questi beni e servizi deve essere distribuito equamente. Si tratta di distribuire, non di pagare. Ovviamente si dovrà arrivarci per gradi (prima chi ne ha più bisogno, per esempio i disoccupati di lunga durata, gli invalidi, ecc.), si dovranno introdurre dei metodi per evitare abusi e distorsioni, ecc. Però alla lunga è fattibile, anzi, è necessario! Perché in futuro lavoreranno e produrranno solo le macchine mentre gli umani (applicando il ragionamento di Amanda), che non hanno un reddito perchè non lavorano, non potranno permettersi i beni e i servizi prodotti dalle macchine. Così non funziona!

Che un’economista che si vuole di sinistra faccia fatica a capire questi principi elementari mi ha lasciato l’amaro in bocca e molti dubbi rivolti al mio PS. Speriamo che nel partito si apra presto un dibattito su questo tema che diventa sempre più attuale.