La mobilità in Ticino e l’esempio locarnese

di Bruno Storni, membro del Gran Consiglio

Il rapporto La mobilità in Ticino 2014 del Dipartimento del territorio espone un interessante quadro sulla situazione del traffico nel nostro cantone. Va segnalato che oltre al traffico motorizzato e al TILO, nella nuova edizione del rapporto si danno i numeri del trasporto pubblico su gomma e c’è anche un nuovo capitolo sulla mobilità ciclabile.

Il Cantone considera giustamente tutte le componenti, compreso appunto anche il traffico ciclistico, che ad esempio nel Locarnese, grazie a quanto fatto in tempi antichi (nuovo ponte sulla Maggia del 1975) e altre infrastrutture come le passerelle di Tegna e Tenero-Gordola, presenta cifre notevoli: medie giornaliere giugno-settembre di 2000 passaggi al giorno (ponte sulla Maggia), con una punta giornaliera di 3600. La mobilità ciclabile ha comunque ancora ampi margini di sviluppo, sia nel Locarnese (finalmente si completa il tratto tra Gordola e Tenero proposto nel 1989), ma soprattutto nel resto del cantone (emblematico che non ci siano dati per il Sottoceneri), considerando la crescente diffusione di biciclette elettriche.

Molto interessanti sono i dati sul trasporto pubblico su gomma nei quattro agglomerati, seppur non perfettamente confrontabili per le diverse caratteristiche urbanistiche e geografiche. A fronte della seguente offerta in km: Luganese 17.074, Locarnese 8.958, Bellinzonese e Valli 8.265, Mendrisiotto 6.035, abbiamo le seguenti utenze giornaliere in persone/km: Luganese 157.691, Locarnese 106.351, Bellinzonese e Valli 69.864, Mendrisiotto 39.388. Rapportando utenza a offerta è in evidenza il Locarnese, dove con il 22% dell’offerta si registra il 28% dell’utenza cantonale.

Se correliamo questi dati con quelli del tasso di motorizzazione particolarmente basso a Locarno (un quarto sotto la media cantonale), vediamo che il Locarnese, grazie all’offerta non solo quantitativa di trasporto pubblico su gomma ma soprattutto anche qualitativa (vedi corsie preferenziali ottenute in città dopo aver spostato il traffico di transito in galleria), ha una ripartizione modale nettamente migliore degli altri agglomerati.

Bisogna poi aggiungere che sebbene l’offerta di posteggi a Locarno sia generosa, il fatto che siano tutti a pagamento e più costosi che nelle altre città del cantone contribuisce a spostare parte del traffico pendolare sul trasporto pubblico. È quindi evidente che migliorando l’offerta rimane basso il tasso di motorizzazione e se aggiungiamo una politica dei posteggi non espansiva si ottengono risultati positivi sulla qualità della mobilità.

Sebbene non confrontabili al 100%, i numeri sul tasso di motorizzazione a Locarno parlano chiaro: con poco più di 483 automobili per 1.000 abitanti, la città è nettamente sia sotto la media ticinese (630) sia di Lugano (608), Bellinzona (595) e Mendrisio (659). Estrapolando, se idealmente il resto del Ticino avesse il tasso di motorizzazione di Locarno, dove come detto ci si muove relativamente bene sia in bicicletta sia con i mezzi pubblici, sia in auto, in Ticino avremmo 48mila automobili in meno in circolazione e respireremmo anche un’aria migliore. Da notare che il Locarnese in generale ha visto una diminuzione del traffico motorizzato, mentre nel resto del cantone anche nel 2014 la crescita è continuata.

Una situazione che potremmo effettivamente avere in tutto il Ticino se si insistesse sia sullo sviluppo del trasporto pubblico, come si inizia a fare negli altri agglomerati e speriamo ulteriormente con la galleria di base del Ceneri, sia su una politica attiva e incisiva dei posteggi, aspetto quest’ultimo molto critico vista l’anarchia che molti Comuni hanno tollerato (decine di migliaia di posteggi abusivi) e che contribuisce all’eccesso di traffico motorizzato che satura le nostre strade e penalizza il trasporto pubblico.

Quanto si può leggere nel rapporto sulla mobilità 2014 è la prova del nove che la politica del traffico non può essere ambigua: i Comuni devono seguire le strategie di Confederazione e Cantone. In Ticino abbiamo accumulato un grande ritardo nello sviluppo del trasporto pubblico per rapporto al resto del Paese, lo spazio per nuove strade non c’è, la Mappo-Morettina è in saturazione (in vent’anni ha già visto praticamente i medesimi transiti della galleria del San Gottardo in 35), la A2 nel Sottoceneri tutti i giorni è quasi ferma.

Che alcuni Comuni insistano su posteggi abusivi, centri commerciali e centri logistici e che i centri commerciali si siano impegnati in prima linea contro la tassa di collegamento dimostra purtroppo che il messaggio non è ancora passato: c’è ancora chi vuole estendere il caos del Mendrisiotto e del Pian Scairolo a tutto il cantone.