“Penso al partito come un’azienda che ha bisogno di nuovi impulsi”

Intervista pubblicata il 17 gennaio 2016 su “il Caffè”
a Claudio Corti, candidato alla presidenza del Partito Socialista

Claudio Corti. Punta alla dirigenza socialista.Per cambiare.Un outsider.che si propone di riportare a casa tanti compagni

“Sogno un Ticino che sappia guardare con fiducia al futuro, che sia propositivo, che non si fermi a dibattere su temi di poco conto”. Claudio Corti, 63 anni, di Faido, ex dirigente delle Ffs candidato alla presidenza del Ps, (è stato municipale a Chironico negli anni ‘80), è un ottimista: “Mi sono proposto perché credo di avere qualcosa da dire. Senza presunzione e senza illusioni”.

E come vede il futuro Ps?

“Lo vedo un po’ come un’azienda. Con un presidente-direttore capace di dare un nuovo impulso ad un partito che è seduto, stanco. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di essere socialisti”.

Cosa rimprovera alla dirigenza passata?

“Negli ultimi anni ho votato a sinistra con il cuore, non perché mi ha entusiasmato. Abbiamo perso per strada troppi compagni. Li vorrei riportare a casa”.

Si sono persi troppi compagni perché il Ps è andato troppo a destra o troppo a sinistra?

“Forse né da una parte, nè dall’altra, forse perché non aveva tracciato la via giusta”.

Non pensa che sul Ps pesi l’immagine di partito dei dipendenti pubblici e di partito delle tasse?

“Guardi, se si tiene presente la situazione finanziaria cantonale, bisogna riconoscere che da qualche parte i soldi bisogna pur trovarli. Ma penso anche che si può tirare la cinghia finché ci sono buchi, poi bisogna fare altri ragionamenti”.

Ovvero bisogna fare dei tagli della spesa?

“Sì, bisogna anche risparmiare. Come ho imparato a fare nella mia attività professionale dove sono stato chiamato a riorganizzare dei servizi. È per questo che penso di essere in grado di riorganizzare il partito”.

È possibile ricucire a sinistra e con i Verdi?

“Certamente, dialogando e facendo le opportune mediazioni. Ho imparato nella mia professione che sedendosi ad un tavolo molti problemi diventano delle opportunità”.

Non crede che il Ps sia troppo governativo ?

“Il partito a livello di governo ha sempre giocato il suo ruolo fin dai tempi di Guglielmo Canevascini. Non mi fa paura andare all’opposizione, ma per poter dire la propria bisogna stare al tavolo di comando. Però al governo bisogna esserci come portatori di idee, sollecitando nei cittadini il senso della responsabilità personale, pronti al cambiamento e attenti alle questioni ambientali…”

Però anche nel Ps si è organizzato un gruppo favorevole al raddoppio del tunnel del Gottardo.

“A questi compagni ricordo che il popolo ha detto no al raddoppio nel ‘94 e nel 2004. Troppo facile vivere in Valmaggia come il clown Dimitri è dire sì al secondo tubo. Bisognerebbe vivere nel Mendrisiotto dove passa l’autostrada…”

Clemente Mazzetta