Gottardo: occorre un uso più razionale delle risorse

di Ivo Durisch, membro del Gran Consiglio

Secondo le ultime stime dell’Ufficio federale delle strade (Ustra), la costruzione di un secondo tunnel autostradale attraverso il Gottardo comporterebbe una superficie di ben 220’000 metri quadrati solo per il cantiere di Airolo. Un’area di gran lunga superiore a quanto finora prospettato, ossia 29’000 metri quadrati, composta da zone adibite alla gestione del materiale scavato e al suo stoccaggio in depositi intermedi e finali, per binari e installazioni di cantiere.

Si tratterebbe, per capirci, di terreni per un equivalente di 31 campi di calcio e che in parte dovrebbero essere acquistati dalla Confederazione. Solo il 23% di essi è infatti attualmente proprietà della Confederazione. Il raddoppio del Gottardo comporterebbe dunque, oltre all’ingente spesa di 3 miliardi di franchi, un importante consumo di territorio, che sarebbe occupato per più di un decennio da cantieri. E poi? Il rischio che si corre è che quel provvisorio stabile diventi definitivo come sta succedendo con il cantiere AlpTransit a Sigirino.

Questa soluzione, a cui si sarebbe potuto ovviare senza un secondo tunnel, ma con le stazioni di trasbordo su treni navetta, diventa oggi, alla luce del “Rapporto misure transitorie risanamento del tunnel autostradale del Gottardo” dell’Ustra del 19 novembre 2015, ancora più assurda.

Secondo questo nuovo documento, va infatti rivista la posizione espressa dal Consiglio federale nel 2010, il quale indicava che si sarebbe dovuti intervenire con misure straordinarie di risanamento entro il 2025. Ora, l’Ustra afferma che il tunnel potrà rimanere sicuro fino al 2035, in virtù di una situazione decisamente migliore dell’infrastruttura, che si è deteriorata a ritmi molto più blandi di quanto immaginato. Fino ad allora, le misure necessarie alla manutenzione del tunnel potranno essere svolte durante le chiusure notturne già previste nell’ambito della manutenzione ordinaria del tunnel.

E dopo il 2035? Anche se il rapporto dell’Ustra si limita a indicare le misure solo fino a tale termine, il rapporto lascia intendere che lo stato del tunnel rimarrà buono anche dopo, non rendendo necessari lavori strutturali tali da implicarne una chiusura straordinaria.

La necessaria – e votata con l’iniziativa delle Alpi – diminuzione del traffico delle merci su gomma a favore del trasporto ferroviario grazie all’apertura di AlpTransit comporterà una minore usura dell’infrastruttura autostradale, sia per quanto riguarda l’erosione dell’asfalto (il passaggio di un tir equivale al passaggio di circa 40 automobili), sia in termini di corrosione della soletta a causa dei gas di scarico, che si ridurranno notevolmente con la diminuzione dei mezzi pesanti nella galleria. Senza tenere conto della possibilità di effettuare trattamenti anti-corrosione che migliorerebbero ulteriormente la situazione.

Infine, secondo l’associazione RailValley, un confronto con i lavori effettuati nel tunnel di 14 chilometri dell’Arlberg in Austria permette di stabilire che un risanamento “light” del Gottardo, in linea con le reali necessità normative, sarebbe possibile senza chiusure prolungate e con un costo complessivo di appena 250 milioni.

Considerate queste novità il Consiglio federale dovrebbe ritirare il messaggio sul raddoppio, cosa che verosimilmente non farà e quindi andremo comunque a votare.

A questo punto per la difesa del nostro territorio e per un uso più razionale delle nostre risorse sia naturali che economiche, votiamo ancora più convinti No al raddoppio!