Il coraggio di dire basta!

di Mauro Tognali, consigliere comunale ad Acquarossa

È ora che i bleniesi prendano in mano il loro futuro e siano chiari una volta per tanto.

A capo fila i nostri rappresentanti in quel di Bellinzona, che dicano da che parte stanno e non si nascondano dietro: “La questione è complessa” oppure “è il male minore”, peccato! Hanno perso l’occasione di far sentire la nostra voce, la voce di quei seimila che hanno firmato la petizione!

A volte mi chiedo di che stirpe siamo, dove sia andato lo spirito montano, come mai si parla tanto di fierezza e indipendenza, quando poi, nella realtà, ci facciamo fregare in lungo e in largo! Se ritornassero, i nostri vecchi cosa direbbero? Abbiamo costruito tranvie, fabbriche, alberghi, impianti invernali, ospedali e voi cosa ne avete fatto? Perché non avete picchiato i pugni sul tavolo e detto “ora basta!”. Basta allo smantellamento dei nostri beni, beni come l’ospedale che con la nuova pianificazione ospedaliera verrà messo a rischio chiusura, sopprimendo i reparti di medicina, i servizi di Pronto soccorso e, dulcis in fundo, sarà eliminato anche il reparto di geriatria. Il Cantone ci tratta come se fossimo delle riserve, da cui si può attingere a piene mani risorse idriche, risorse forestali, risorse turistiche – culturali, dove si può creare anche parchi naturali eccetera eccetera… insomma, quando c’ da dare, “dobbiamo” aprirci al mondo, mentre quando c’ da “ricevere” quanto ci spetta di diritto, allora apriti cielo! Da anni e sistematicamente le zone periferiche, quale la nostra, hanno visto smantellare lo smantellabile in nome della razionalizzazione e del contenere i costi! Quante bugie! Dove si guadagna, si privatizza e, in caso contrario, resta a carico dello Stato, così alla fine paghiamo due volte!

E poi chi è contrario alla neopianificazione innalza muri ideologici. (vedi art. B. Caprara, ‘laRegione’ del 30.12.15). Può anche darsi, ma è un peccato ridurci ad una battaglia destra-sinistra: qua ci sono in ballo sicurezza sanitaria per le zone periferiche (Pronto soccorso) e posti di lavoro qualificati. Peccato che il referendum sia giunto solo dalla sinistra, mentre dagli altri schieramenti emergono singoli politici come F. Celio (Plr), che l’ha definito un imbroglio, e P. Peduzzi (Ppd), che ha avvertito che probabilmente gli ospedali di valle perderanno la loro entità, richiamando il Dipartimento a dichiarare la verità.

Chiederei quindi ai bleniesi e ai ticinesi, di qualunque pensiero politico siano, di firmare e sostenere il referendum, al fine di non dare sempre per scontato che: “Tanto non cambia nulla!”. Bisogna avere il coraggio di dire basta! E se perderemo, avremo perso con l’onore delle armi!